La minaccia del sindacalista: «Dammi 2.500 euro o scatta lo sciopero»

Duemila e cinquecento euro per non organizzare uno sciopero. Il sindacalista sapeva farsi bene i conti, ma non li aveva fatti con una video camera che l’imprenditore, al quale aveva chiesto una tangente, gli aveva sistemato nell’ufficio dove i due si incontravano e dove riceveva le richieste di tangenti anti-blocco. Così un sindacalista della Uil Trasporti di Pomigliano d’Arco, Antonio Esposito, è stato arrestato per aver estorto 2.500 euro a un imprenditore di San Giorgio a Cremano (Napoli) che, nel 2014, si era aggiudicato la gara di appalto per l’affidamento del servizio dei parcheggi pubblici a Pomigliano D’Arco. Il sindacalista, secondo le indagini, aveva chiesto all’imprenditore di non versare i contributi volontari dei 14 dipendenti ausiliari del traffico iscritti al sindacato che rappresentava, già trattenuti in busta paga per il periodo 2013-2016, e di dividersi l’intero importo di circa 6mila euro, assicurando nel frattempo di distruggere le deleghe in suo possesso e di scongiurare scioperi e mobilitazioni in azienda. L’arresto, sulla base delle indagini della Finanza, è scattato in flagranza di reato mentre Esposito incassava la somma chiesta per tenere all’oscuro, e a bada, gli operai che facevano capo al sindacalista.