Militanti dell’Isis fermati in Turchia: cercavano di entrare illegalmente

Sette sospetti militanti dell’Isis individuati e fermati dall’esercito turco mentre cercavano di entrare illegalmente dalla Siria nella provincia sudorientale di Gaziantep. Mine inesplose i sette presunti jihadisti – 5 turchi e 2 stranieri – bloccati all’ingresso e smascherati dai militari turchi: un episodio confermato da un comunicato del governatore locale.

Sospetti militanti dell’Isis fermati dall’esercito turco

Un dato che dimostra il continuo lavoro di offensiva portato avanti dall’Isis – tra militari al fronte, cellule dormienti dall’estero e cani sciolti pronti a intervenire – su più fronti e a più livelli. In particolare, nello specifico del fermo di queste ore va detto che i sospetti turchi sono stati fermati nel distretto di Karkemish, e poi rilasciati in attesa di giudizio, mentre i presunti foreign fighters sono statio intercettati a Oguzeli. Per questi ultimi, ha riferito in queste ore la nota del governatore locale senza indicarne la nazionalità, sono state tempestivamente avviate le procedure per l’espulsione. A corredo dell’ultim’ora diffusa sul fermo dei sospetti va ricordato infine che proprio a Nizip, proprio nella provincia di Gaziantep al confine con la Siria, è prevista sabato una visita della cancelliera tedesca Angela Merkel con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans.

Una nuova base militare Usa a ovest di Mosul

Nel frattempo i componenti americani della coalizione in guerra contro i milziani agli ordini del Califfo fanno sapere che stanno pianificando l’apertura di una base militare a ovest di Mosul, in vista di un’offensiva governativa per riconquistare questa città, nelle mani dello Stato Islamico dal giugno del 2014. A darne notizia in queste ore il quotidiano iracheno Al Mada che cita «fonti informate ad alto livello» e che hanno voluto rimanere anonime. «Molto probabilmente – spiega il giornale – la nuova base sarà situata a Sinjar, 120 chilometri a ovest di Mosul, liberata dalla presenza dell’Isis lo scorso anno». Lunedì scorso il segretario alla Difesa americano Ash Carter, durante una visita a Baghdad, aveva peraltro annunciato che Washington è già pronta a inviare in Iraq altri 200 soldati ed elicotteri Apache da combattimento per aiutare le forze lealiste nella guerra al Califfato. Con i nuovi arrivi, dunque, salirà dagli attuali 3.870 a 4.070 il numero dei militari americani in Iraq, poco più di quattro anni dopo il ritiro delle forze di occupazione rimaste nel Paese in seguito all’abbattimento del regime di Saddam Hussein dal 2003 al dicembre 2011.