Meloni: «Solo io posso vincere. Non leggo i sondaggi, ma ascolto i romani»

«Non leggo i sondaggi, ascolto la gente: il mio consenso cresce ogni giorno. Gli elettori di centrodestra non sprecheranno il voto e alle comunali daremo la spallata a Renzi».  Intervistata da Il Tempo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e candidata sindaco di Roma non dà molta importanza ai sondaggi pubblicati dai giornali. Sul fatto che alcuni sondaggi la danno davanti al candidato del Pd Roberto Giachetti, Meloni osserva: «Io mi affido alla “Mercati rionali comunication” e la gente dice che è una sfida a tre, tra due candidati di sinistra, Giachetti del Pd e Raggi del M5S, e uno di centrodestra, la Meloni. Chi vuole sa cosa votare. I romani non votano più il candidato indicato dai partiti, capiscono quando la tattica prevarica i loro interessi. La gente di centrodestra capisce che ha una sola opzione, il resto è voto disperso».

Meloni: la Raggi dal figlio di Casaleggio mi ha fatto impressione

«Virginia Raggi, candidato del M5s, è andata da Casaleggio Jr. e lei non è andata a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi…», chiede il giornalista. «Quando non sono d’accordo – risponde Meloni – lo dico e agisco di conseguenza: ho fondato un partito assumendomi rischi enormi. La Raggi dal figlio di Casaleggio mi ha fatto impressione, siamo davanti a una monarchia ereditaria». «Io voglio vincere ovunque – sottolinea quindi – e per farlo dobbiamo sostenere i candidati più competitivi. A Roma c’è un leader di un partito della coalizione che si candida».

Il 21 aprile al Pincio

Giorgia Meloni spiega poi perché per l’apertura della campagna elettorale ha scelto il 21 aprile e il Pincio. «Volevamo – dice – una data legata alla storia della città, a una grandezza immensa sulla quel abbiamo enormi responsabilità. Dobbiamo restituire a Roma forza e dignità. La scelta del Pincio è presto spiegata: volevo uno spazio all’aperto, dove tutti possono partecipare.Basta coi tetari e luoghi chiusi, ci si chiude quando si ha qualcosa di cui verggnarsi o da farsi perdonare. Non è il mio caso».