Meloni: «Ora è tutto chiaro. A quando l’appoggio del Cav a Giachetti?»

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Tanto tuonò che piovve: alla fine Silvio Berlusconi ha sciolto le riserve a favore di Alfio Marchini mettendo fine alla giostra di queste settimane sul fatidico passo indietro di Giulio Bertolaso, che  ci sarà ma non nella direzione di un ricongiungimento del centrodestra. Dure le reazioni a caldo di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Meloni: ora aspettiamo l’appoggio a Giachetti

Almeno «ora il quadro è chiaro», usa l’ironia Giorgia Meloni per commentare l’annuncio del Cavaliere sul ritiro della candidatura dell’ex numero uno della Protezione Civile. «Siamo contenti della semplificazione del quadro politico a Roma. Ora ci aspettiamo un’ulteriore semplificazione con la diretta e aperta convergenza di Alfio Marchini e di Forza Italia sul candidato del Pd e di Renzi, Roberto Giachetti», è quanto scrive su Facebook la leader di Fratelli d’Italia candidata a sindaco di Roma. Ora, osserva Fabio Rampelli, l’obiettivo di Berlusconi è chiarissimo: consolidare Matteo Renzi per ragioni che nulla hanno a che fare con la politica. «Ora ci sono in campo un solo candidato di centrodestra, Giorgia Meloni, e tre candidati di sinistra: Virginia Raggi, Roberto Giachetti e il ribattezzato Nazareno Marxini», ha detto appellandosi alla gente di Forza Italia «affinché scelga l’unico candidato alternativo alla sinistra».  Matteo Salvini non è meno tranchant sulla sterzata al centro di Forza Italia. «RenziCasini chiamano e Berlusconi risponde. Continua l’incredibile balletto di Fi che anche oggi cambia candidato», commenta il leader della Lega confermando la sua scelta. «Ora è tutto più chiaro e semplice: a Roma l’unica candidatura di centrodestra e contro ogni inciucio si chiama Giorgia Meloni sostenuta dalla Lega. Siamo sicuri che gli elettori di Forza Italia sapranno chi scegliere e chi salutare».

Casini: è una scelta epocale

Tra i più soddisfatti dell’esito dell’incontro tra Berlusconi e Bertolas c’è Pier Ferdinando Casini che giudica l’appoggio a Marchini  «una scelta epocale del Cavaliere che «riapre una stagione di possibile convergenza tra i moderati italiani». Di scelta «strategica e intelligente» parla anche il presidente dei senatori di  Area popolare Ncd-Udc, Renato Schifani per viene rafforzata l’identità di un’area civica e moderata« che può costituire l’inizio di un percorso che isoli gli estremismi ed i populismi agli antipodi dei valori del popolassimo europeo».