Meloni: «Io a sinistra non andrò mai. Anche gli elettori di Fi ci voteranno»

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Non ne vuole neanche sentire parlare. «Un appello di Berlusconi a ripensarci? Io a sinistra non ci andrò mai, può fare un milione di appelli…». Risponde così Giorgia Meloni  a Skytg24. Anzi, dopo il sostegno di Berlusconi a Marchini, la candidata sindaco di Fratelli d’Italia rilancia e si rivolge proprio agli elettori azzurri. «Faccio un invito a sostenerci. Lo dico soprattutto agli elettori di Forza Italia: immagino ce ne siano tanti che non sono particolarmente contenti di tornare a fare gli inciuci con Renzi. Poiché loro sono gli unici a poter convincere Berlusconi del fatto che sta sbagliando strada, lo facciano anche con il voto», sostiene ancora la Meloni a Sktyg24. In mattinata dai microfoni di Radio Anch’io su RadioRai era stata ancora più esplicita. «Noi siamo per il centrodestra moderato non inciucisista. FI vuole andare a rafforzare un governo infame».

Meloni al Cav: «Ho fatto 5000 appelli all’unità, ma sono stata insultata»

C’è chi l’accusa di non avere fatto abbastanza per l’unità del centrodestra, proprio l’unica cosa che non le si può rimproverare: «Ho fatto 5000 appelli in gravidanza, sostengo i candidati di FI dove sono credibili, ho detto di restare uniti e mi si è risposto prima insultandomi e poi sostenendo uno di sinistra», rivendica la leader di Fdi a chi gli chiede un commento alle parole di Silvio Berlusconi che giudica «duri» gli attacchi nei suoi confronti da parte di Salvini e Meloni.

«E ora si pensi ai programmi»

In una giornata intensa di botta e risposta, per fortuna Giorgia Meloni ha parltao anche di Roma, di programmi, di problemi. «Il primo punto nel mio programma politico per Roma? Pulirla, tappare le buche, destinare tutte le risorse che abbiamo ad un manto stradale che sia all’altezza della situazione, portare  la raccolta differenziata all’85%, immaginare una città a misura di mamma in cui il nido non sia un bene di lusso, aiutare i commercianti delle botteghe storiche a mantenere i loro negozi aperti e a proliferare. Roma è un museo ridotto in stalla, noi vogliamo riaprire il museo». Poi, il punto dolente, che sta a cuore a tutti i romani: «I campi rom? Noi siamo per chiuderli, qualcun altro diceva di fare per i rom dei quartieri appositi. Sicuramente è una differenza di programma sensibile»