Meloni a fianco della preside antidroga del Virgilio: contro di lei i figli di papà

Un caffè di solidarietà, una scusa per dimostrare che la preside non è sola, “una manifestazione di affettuosa e grande profondità”, “perché è assurdo che alcuni genitori abbiano interpretato la legalità come una forma di repressione”. Irene Baldriga, preside dello storico Liceo Virgilio di Roma, è al centro di polemiche dopo che il suo liceo è stato oggetto di un blitz antidroga dei carabinieri concluso con l’arresto di uno studente accusato di spaccio. Il liceo è stato occupato dagli studenti per quasi venti giorni, una situazione poi sbloccatasi solo con al mediazione del sottosegretario Davide Faraone. Alcuni studenti e genitori le rimproverano di non essere aperte al dialogo. E di essere causa del “disagio” che si respira al Virgilio. Critiche che di fatto sono apparse come una giustificazione dello spaccio all’interno della scuola. Di qui l’iniziativa di solidarietà con più di 50 tra presidi di licei e istituti comprensivi pro-Baldriga. Insomma alle “colazioni resistenti” durante l’occupazione la contestatissima preside ha replicato col “caffè di solidarietà”. Dal Giulio Cesare al Visconti, dal Righi all’Aristofane, solo per citarne alcuni, i presidi hanno voluto sostenere la loro collega, colpevole solo di avere detto no alla droga tra i banchi. L’iniziativa è nata dai dirigenti scolastici della rete Ama Ds e e loro si è unita l’Associazione nazionale presidi, col presidente Mario Rusconi. Anche una delegazione di Fdi-An, guidata dalla responsabile nazionale della Scuola Laura Marsilio, ha partecipato all’iniziativa organizzata dai dirigenti scolastici davanti al Virgilio. “Ho ricevuto tanti abbracci – spiega la preside – alcuni colleghi non li conoscevo neppure. Fa piacere, perché il rischio che si corre in un caso come è questo è quello di sentirsi soli. Invece oggi è stato un sostegno concreto. Ho ricevuto molte mail di vicinanza da tutta Italia, da Gravina di Puglia, Bergamo, Milano, Prato, Spoleto. E anche dal liceo Volterra di Ciampino, dove sono stata preside. L’Italia ha bisogno di riscoprire valori forti, la libertà, la democrazia e la legalità nelle scuole. Alcuni genitori insegnano ai loro figli che tutto è lecito, forse per un privilegio di condizione sociale. Ma i diritti e i doveri devono essere uguali per tutti”. La preside Baldriga si dice molto contenta del fatto che “con molti studenti della scuola, dopo questa vicenda, si sta consolidando un rapporto molto bello. Alcuni di loro mi hanno presentato un progetto di decoro che prevede azioni di volontariato, lo apprezzo molto”.

Meloni: è dovere dei docenti combattere la cultura della droga

La vicenda è stata da subito seguita anche da Giorgia Meloni, che ha espresso sul suo profilo Fb solidarietà alla preside del Virgilio: “Solidarietà alla preside del Liceo Virgilio di Roma. Combattere la pseudocultura della droga è un dovere per tutti non solo per i docenti”. La candidata a sindaco per Fratelli d’Italia a Roma così prosegue: “Giovani figli di papà spacciavano e sono stati arrestati -scrive Meloni- alcuni genitori invece di ringraziare hanno partecipato insieme a studenti e teppisti facinorosi al tentativo di linciaggio del dirigenti scolastico. Nel centro di Roma non possono esistere zone franche di spaccio. La città deve essere a fianco di chi ha il coraggio di fare il proprio dovere”. Meloni conclude dicendo che “drogarsi non è un atto di ribellione ma un sintomo di debolezza. Ditelo anche ai vostri genitori che non dovrebbero assecondare queste follie ma dovrebbero darvi un’educazione”.

Rampelli:situazione giamaicana nelle scuole, il ministro che fa?

“La droga – ha commentato Fabio Rampelli, che ha telefonato alla preside Irene Baldriga per esprimerle l’appoggio del gruppo di FdI alla Camera – non solo imperversa nelle scuole italiane, già dalle medie, ma il circuito dello spaccio punta sulla scuola per aumentare la sua quota di mercato e i relativi profitti: iniziare un percorso di dipendenza dalle sostanze già da ragazzi è un’assicurazione per ingrassare il business per quando diverranno adulti. Il ministro dell’Istruzione è consapevole che in larga parte degli istituti italiani, nei bagni, nei corridoi, nei cortili, quando non direttamente in aula, la droga dilaga e gli studenti sono presi d’assedio e infiltrati da bande di spacciatori? Come ha pensato di contrastare questo fenomeno, sempre che non abbia deciso di andare con Renzi a distribuire marijuana davanti ai cancelli dei licei a sostegno delle tesi anti proibizioniste? E in che modo intende attrezzare i dirigenti scolastici e gli insegnanti di fronte a questo nuovo scenario ‘giamaicano’? Come intende tutelare i ragazzi e le famiglie in una situazione paradossale dove chi non fa uso di droga è una minoranza? A tutte queste domande il ‘ministro per caso’ Stefania Giannini, visto il silenzio vigliacco di queste ore, dovrà rispondere nel prossimo question time in diretta televisiva sulla Rai”. Una delegazione di Fdi-An, guidata dalla responsabile nazionale della Scuola Laura Marsilio, ha partecipato all’iniziativa organizzata dai dirigenti scolastici davanti al Virgilio.