Meloni: «Ci sono ancora margini per un candidato unico del centrodestra»

12 Apr 2016 9:52 - di Augusta Cesari

Tra gli ospiti più attesi di Formigli a Piazza pulita su La 7 c’era  Giorgia Meloni, candidata a sindaco di Roma con Fratelli d’Italia. Subito la presidente dei FdI è entrata nel vivo della questione Roma e della frammentazione delle candidature: «Ci sono ancora margini per convergere su un unico candidato di centrodestra».  A chi la incalza ponendo di fronte la posizione assolutamnente diversa di Silvio Berlusconi, la Meloni ha ribattuto che si tratta «di una questione di principio comprensibile, visto che noi avevamo inizialmente detto sì a Bertolaso e poi abbiamo cambiato idea. Però non ha senso fissarsi su un candidato che non può arrivare al ballottaggio», spiega entrando nella concretezza del risultato. Quindi, si cambia argomento, passando a un’eventualità piuttosto concreta: come lo vede un ballottaggio tra Virginia Raggi e Giorgia Meloni? Risposta: «Sarebbe «affascinate e da risultati non scontati», risponde la Meloni dal salotto di Piazza Pulita , durante la trasmissione Piazza Pulita.

Quando le chiedono ancora conto del suo stato, risponde una volta per tutte: «Io non sfrutto nessuna gravidanza», chiarisce. «Sono stata coerente dall’inizio dicendo che mi candidavo come ultima ratio. Ma alla fine ho dovuto candidarmi perché Bertolaso non è adatto», spiega con la consueta trasparenza. Anche perché le frasi di Guido Bertolaso, vanno bene interpretate, dice la Meloni. «Lui non mi ha dato un consiglio, ha detto, in pratica, “ma ‘ndo vai co sta panza”». E poi, a chi gli chiedeva se fosse pentita ha risposto con sincerità: «Certo sono un po’ stanca ma non sono pentita». Altra domanda, inevitabile, gliela portgono in merito alla polemica scoppiata tra Mattarella e Salvini. Anche in questo caso Giorgia Meloni ha spiegato con molto buon senso che «Non sempre condivido quello che dice il presidente della Repubblica ma credo che i toni istituzionali debbano rimanere sempre toni di rispetto. Quindi, non userei una parola del genere», spiega riferendosi ai toni un po’ sopra le righe usati da Salvini. «Dai tempi di Napolitano, che considero un tragico presidente della Repubblica, ritengo che si debba avere anche il diritto di contestare perché non è che se uno è presidente della Repubblica può fare quello che vuole».

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