La Meloni apre la campagna elettorale il 21 aprile, giorno del Natale di Roma

«Vi aspetto il 21 aprile, giorno del Natale di Roma, alla Terrazza del Pincio per l’apertura della nostra campagna elettorale». Ospite di Quinta Colonna insieme a Roberto Maroni, Giorgia Meloni ha annunciato la data del battesimo ufficiale della sua corsa al Campidoglio.

Meloni: se sarò sindaco farò…

Dal salotto di Del Debbio, la candidata sindaco di Fratelli d’Italia e della Lega, che i sondaggi danno al terzo posto a un soffio da Roberto Giachetti, ha passato in rassegna i punti cardine del suo programma, dalla sicurezza dei romani al degrado delle periferie passando per i campi rom. «Alcune periferie andrebbero completamente ripensate perché sono un affronto alla dignità dei cittadini», ha detto Giorgia Meloni proponendo la strada della sostituzione edilizia per demolire e ricostruire a misura d’uomo  i quartieri dormitorio dove i cittadini sono stipati come polli di allevamento. «Si può fare, esiste per esempio un progetto su Tor Bella Monaca firmato dall’architetto Léon Krier che può essere realizzato anche in partnership con i privati». Bisogna regalare un po’ di bellezza alle periferie – ha aggiunto la Meloni – anche trasferendo nei quartieri lontani dal centro storico reperti della Roma antica, ora accatastati nei magazzini.

Mai più zone franche

In cima all’agenda c’è la tutela della sicurezza dei romani nei quartieri off limits, messi a dura prova dalla presenza massiccia di immigrati. Netta la posizione sui campi rom: a Roma non devono esistere più zone franche, i rom vanno trattati al pari dei cittadini italiani e romani. «Per i nomadi, che per definizione non sono stanziali, bisogna prevedere dei campi sosta dove possono stare al massimo sei mesi pagando le utente. Gli altri non possono godere di corsie privilegiate, devono mettersi in graduatoria come tutti i romani per avere una casa popolare». Tra le proposte della Meloni anche quella di istituire una taglia per i corrotti per combattere il malaffare nei palazzi romani. L’idea è allo studio: «Se denunci un corrotto e questo viene condannato in via definitiva, il Comune ti dà un premio in denaro» è questo il senso della proposta perché  – spiega la candidata sindaco – «chi ruba è un traditore che ci rende tutti più poveri. La corruzione a Roma è dilagante e per sconfiggerla c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Nessuno si giri più dall’altra parte». Il manifesto programmatico è riassunto in poche parole: «Chi pensa che si possono occupare abusivamente gli stabili, che i camp i rom siano una risorsa, che si possono gettare le carte per terra, che si possono dare e prendere mazzette sugli appalti non mi deve votare, chi come me ha voglia di restituire Roma alla sua grandezza, mi dia una mano e mettiamoci all’opera. I romani dovranno incalzarmi ed essere esigenti con me e io sarà esigente con loro».