Marocchino espulso da Potenza: voleva «tagliare la testa agli italiani»

Nella notte l’ultimo allontanamento coatto di uno straniero “minaccioso”: è stato epulso un marocchino che viveva in Italia da tre anni. Era, come tanti, altri compagni d’immigrazione, un uomo con precedenti, ideologicamente vicino ai miliziani del Califfo. Un profilo, il suo, come quello di tanti altri stranieri “accolti” nel Bel Paese che, presto o tardi poi, tirano fuori la portata di odio sociale e di intolleranza religiosa che ne condiziona esistenza e permanenza all’interno dei nostri confini.

Marocchino espulso: voleva «tagliare la testa agli italiani»

E allora, «è stata eseguita questa notte un’altra espulsione per sicurezza dello Stato. Si tratta di un marocchino di 32 anni, entrato in Italia nel 2013 e regolarmente residente a Potenza», ha annunciato il ministro dell’Interno Angelino Alfano. «Dopo una serie di indagini – ha poi aggiunto il titolare del Viminale a corredo della notizia – abbiamo accertato con chiarezza il suo processo di radicalizzazione religiosa in atto. A dicembre, infatti, aveva aggredito un minore e ai Carabinieri intervenuti si era dichiarato vicino all’Isis, gridando di volere «tagliare la testa agli italiani».

Il profilo “comune” degli immigrati espulsi finora

E allora, quella del marocchino rispedito a casa è solo l’ultima espulsione arrivata dopo un accurato lavoro di intelligence. Di monitoraggio e di raffronto dei dati acquisiti. Quello del marocchino espulso, insomma, rappresenta solo l’ennesimo caso di minaccia arginata, che va ad aggiungersi a quello di tanti immigrati – residenti in Italia in maniera più o meno regolare – spesso violenti, dediti al traffico di clandestini o a quello della droga. E, soprattutto, intercettati e tenuti sotto controllo in quanto potenziali terroristi che, in attesa di compiere azioni eclatanti, hanno vissuto commettendo diversi ordini di infrazioni e reati.

Proclami di odio e minacce di morte

E sono molti i media che negli ultimi mesi hanno stilato un profilo tipo dell’immigrato espulso, che prevede generalmente la dotazione di un regolare permesso di soggiorno, e magari con vari precedenti per reati comuni all’attivo. Sono spesso frequentatori di centri islamici finiti, a diverso titolo, sotto “osservazione speciale”, quasi sempre attivi in Rete nella propaganda in favore della Jihad e dello Stato Islamico, in nome dei quali affida sui social specialmente la condivisione di video efferati, proclami di odio, minacce di morte. Non a caso, allora, questi stranieri immigrati in Italia dichiarano spesso l’imminente intenzione di partire per il fronte siriano, decisi, come scrisse la Stampa già qualche mese fa, a ribadire «la propria determinazione a compiere atti estremi per tutelare l’onore del profeta, anche morendo nel suo nome»…