Lotta al terrorismo, Alessandro Pansa: l’Italia è la più preparata ad affrontarla

Lotta al terrorismo: è il paradigma di questi ultimi decenni. E noi italiani in particolare, addestrati alla minaccia oscura del fondamentalismo armato – quello politico degli Anni di Piombo e quello islamico di questo primo scorcio del secondo millennio – stiamo dimostrando di saper affrontare emergenze e insidie, intimidazioni e pericoli.

Lotta al terrorismo, Pansa: «Siamo i più preparati ad affrontarla»

E allora, «oggi la minaccia più drammatica è quella del terrorismo fondamentalista, la cui matrice è tutta esterna al nostro Paese», ha ricordato a riguardo il capo della Polizia, Alessandro Pansa, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola superiore della Polizia di Stato. «La lotta al terrorismo – ha aggiunto il vertice delle forze dell’ordine – ci mette talvolta nelle condizioni di doverci confrontare con una cultura della Cooperazione di polizia e dello scambio di informazioni che in gran parte degli altri paesi è sinceramente più carente rispetto al nostro». Ma se da un lato è vero che molto del lavoro di contrasto al terrorismo il nostro Paese lo svolge in prima persona e spesso a fronte di una scarsa cooperazione (o capacità di collaborazione ) estera, dall’altro è altresì innegabile che – come ricordato proprio da Pansa nel suo discorso inaugurale – «in Italia abbiamo già dovuto fronteggiare potenti fenomeni criminali di natura transnazionale. Penso alla mafia e al traffico di droga». Per questo, ha poi concluso il capo della polizia, «siamo meglio attrezzati di altri nello scambio di informazioni con altri Paesi, nel saper creare un coordinamento internazionale intorno alle nostre azioni, nell’avere sempre una visione globale dei problemi».

Alfano, terrorismo: «L’insidia più grande dalla II guerra mondiale»

«State studiando al tempo della più grande insidia dopo la fine della seconda guerra mondiale e della guerra fredda; il tempo del più grande flusso di migranti», ha dichiarato a sua volta il ministro dell’Interno Angelino Alfano intervenuto alla manifestazione inaugurale dell’anno accademico della Scuola superiore della Polizia di Stato. E poi, entrando nel merito, elenca i dati di tanta e tale minaccia e delle relative strategie precauzionali messe in atto. «Dal primo gennaio – ha detto il titolare del Viminale – abbiamo perquisito imbarcazionii e passeggeri di 200 navi, 10.000 veicoli, espulso 70 soggetti che si erano radicalizzati nel nostro paese. Questa è prevenzione». Una prevenzione che da noi ha dimostrato fin qui di funzionare come un perfetto meccanismo a orologeria anche a fronte – si legge tra le righe delle dichiarazioni di Alfano – di una spesso mancata o deficitaria collaborazione estera. «Siamo in un momento difficile della nostra Europa. La nostra idea è che il modello italiano di lotta al terrorismo – ha proseguito il ministro – abbia funzionato perché ha dimostrato che il modello di coordinamento delle polizia funziona. La stessa cosa chiediamo all’Europa. Più informazioni condividi, più sei forte nel contrasto alla criminalità organizzata. Per la prima volta la sfida per l’Europa non è economica», ha tuonato infine Alfano, che poi ha concluso: «Non esiste unione o confederazione di Stati che non presidi insieme le proprie frontiere. Quando si parla di immigrazione in Europa, si sottovaluta il mare»…