Le donne rom tentano di tutto per non andare in galera: i figli come scudo

Dopo la nomade sorpresa in flagrante a Macerata mentre a Pasqua svaligiava un appartamento insieme a un connazionale tredicenne – e subito rimessa in libertà in quanto mamma di un bambino di pochi mesi – nelle ultime ore è stato il turno di altre due rom, provenienti da un campo nomadi del Torinese, sorprese a scassinare la porta d’ingresso di un’abitazione nel centro di Fossano e immediatamente tornate a piede libero in quanto in stato interessante.

Donne rom sorprese a rubare evitano le manette

Come a dire che se la gravidanza – o la maternità – non impediscono di provare a rubare e a delinquere, almeno rendono immuni dall’andare dritto dritto in carcere. Una beffa solennemente celebrata sul grande schermo dalla bellissima Sofia Loren di Ieri, oggi e domani, e tornata a rivivere nella verità della cronaca. Gli ultimi casi di Macerata e Torino lo dimostrano allora inconfutabilmente: e l’amaro che resta in bocca è davvero ostico da mandar giù. Al danno – nei due casi sopra menzionati fortunatamente solo rischiato, ma per pura casualità – i particolari di questi arresti mancati aggiungono la beffa ostentata in quell’aria di sfida e nel segno di “vittoria” palesato all’uscita dal tribunale nel caso della rom di Macerata, e in quel rilascio coatto che indubbio sollievo ha regalato almeno a una delle due ladre colte sul fatto a Fassano le quali, se solo il tempo glielo avesse concesso, ben altri regali avrebbero riservato ai malcapitati proprietari di casa da loro “visitati”…

Colte in flagrante durante un controllo delle forze dell’ordine

A rompere le uova nel paniere alle aspiranti ladre, la segnalazione di un cittadino che aveva notato in zona le due nomadi aggirarsi con fare sospetto. Rivoltosi opportunamente alle forze dell’ordine, l’inquilino dello stabile preso di mira dalle due rom in azione ha visto arrivare una pattuglia intervenuta per ispezionare i condomini. Ed è proprio nel corso del controllo che gli agenti hanno colto in flagrante le due che, dopo aver tentato una breve fuga verso i piani superiori dell’edificio, si sono viste costrette ad arrendersi. Una resa durata davvero poco.

Ma stavolta la gravidanza non basta (almeno a una delle due)

Entrambe sono state trovate in possesso di strumenti da scasso, ma dato il loro stato di gravidanza è stato possibile procedere all’arresto in flagranza di reato come il codice prevederebbe in questi casi solo per una delle due. Una di loro, infatti, risultava essere ricercata dal febbraio scorso in quanto irreperebile, malgrado obbligata agli arresti domiciliari per un altro caso di furto in appartamento. Sommando i reati, furto ed evasione dai domiciliari, la donna era perciò destinataria di un provvedimento di custodia cautelare in carcere a cui è stato dato seguito, nonostante la gravidanza, dopo quest’ultimo arresto quando, all’ennesima recidiva, è stata condotta in un reparto creato per accogliere donne in stato interessante dell’istituto penitenziario di Torino. Per lei, dunque, niente sguardi di sfida e niente segni di vittoria ostentati all’uscita di un tribunale, ma il cancello del carcere che si è chiuso alle sue spalle.