L’accusa della Corte dei Conti Ue: «Bruxelles troppo disponibile con Renzi»

Stai a vedere che con tutto quello che l’Italia ha sopportando e sta sopportando in materia di immigrazione e di indebite ingerenze, ora dobbiamo anche ringraziare l’Europa perché è clemente nei nostri confronti. Incredibile. Eppure è l’accusa messa nero su bianco dalla Corte dei Conti della Ue, secondo cui la Commissione presieduta da Jean Claude Juncker «non è abbastanza rigorosa» nell’applicare le regole di bilancio. E tra le nazioni che hanno beneficiato di trattamenti speciali e di favore c’è anche la nostra. Secondo i magistrati contabili, infatti, l’anno scorso la Commissione ci risparmiò l’apertura di una procedura per debito eccessivo invocando tre «fattori rilevanti»: ciclo economico, bassa inflazione e riforme. Tutti discutibili – si legge nel rapporto – perché non pienamente rispettosi delle norme che regolano le procedure per debito e deficit.

Un rapporto della indica favoritismi verso sei governi

La Corte dei Conti ha punta il dito contro le carenze nell’attuazione delle regole spiegando che «la Commissione non è abbastanza rigorosa nell’attuare la procedura per deficit eccessivo, disegnata per tenere le finanze pubbliche in ordine». Inoltre, «non fa abbastanza per nel cruciale monitoraggio delle riforme, il suo focus resta sugli aspetti legali della procedura piuttosto che sulle riforme», riferimento, quest’ultimo, estensibile, anche all’Italia, uno dei sei Paesi presi in considerazione dal rapporto. I magistrati contabili hanno ricordato che l’anno scorso la Commissione, pur avendo riconosciuto che l’Italia era prima facie in violazione della regola del debito, aveva invocato i fatti rilevanti e concluse che il «criterio del debito» veniva rispettato. Tra i fattori rilevanti, c’erano proprio le «importanti riforme strutturali con un diretto impatto sul bilancio».

La Corte dei Conti: «Commissione Ue contraddittoria»

Analizzando gli altri fattori rilevanti che hanno evitato l’apertura della procedura sul debito, la Corte ha spiegato che ciclo economico e inflazione sono già presi in considerazione nel percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine (pareggio di bilancio strutturale), e quindi non possono essere considerati come fattori “eccezionali”. Infine, la Corte ha registrato una contraddizione: da una parte la Commissione sostiene che l’Italia rispetta la regola del debito, il che implica anche il rispetto dell’aggiustamento verso l’obiettivo (Mto), dall’altra invece afferma che non rispetta il percorso di aggiustamento verso l’Mto. Queste «carenze» della Commissione europea fanno sì che le procedure che dovrebbero tenere i conti in ordine, non funzionino come dovrebbero. Anche perché, Bruxelles «non fa pieno uso dei suoi poteri» che le consentirebbero di esigere l’applicazione delle raccomandazioni e di chiedere «azioni correttive». Renzi è avvertito.