Indiscrezione, il piano B del Pd: sostituire Renzi, indovinate con chi?

Il Pd teme il flop alle prossime elezioni amministrative. E gli ultimi sondaggi di certo non rassicurano  Largo del Nazareno, con Giachetti a Roma fuori dai giochi, con il candidato del centrodestra a Milano, Stefano Parisi, in forte recupero su quello del Pd, Giuseppe Sala (che fino a qualche tempo fa era dato per superfavorito), con la candidato del Pd a Napoli, Valeria Valente, anch’ella fuori dai giochi. Di qui al 5 giugno mancano poche settimane e forti preoccupazioni percorrono la classe dirigente di Largo del Nazareno. Se si rivelasse una Waterloo per il Pd,  la leadership di Renzi ne risulterebbe  indebolita, anche perché un eventuale flop alla comunali si aggiungerebbe alla caduta di popolarità già subita da Palazzo Chigi per la mancata ripresa economica.

Ecco quindi che, dalle parti del Pd, pare  stia prendendo corpo un piano B per limitare i temuti danni politici dei prossimi mesi. Se ne parla su Affaritaliani. it : Graziano Delrio, «renziano morbido» sarebbe pronto a salire a Palazzo Chigi al posto di Renzi,  «qualora le Amministrative del 5 giugno andassero particolarmente male per il Pd». Quella che sembrava un’«indiscrezione ha trovato nelle ultime ore autorevoli conferme in ambienti vicini al Nazareno».

«Per batosta elettorale  – precisa il quotidiano on line – si intende una sconfitta a Milano, Roma, Napoli e una fra Bologna e Torino. All’ombra della Madonnina i giochi sono tutti aperti tra Sala e Parisi, nella Capitale Giachetti parte sfavorito contro la grillina Raggi (e potrebbe addirittura restare fuori dal ballottaggio visto il recupero della Meloni), a Napoli la Valente resta inchiodata in terza posizione, mentre a Torino e a Bologna Fassino e Merola (sindaci dem uscenti) partono certamente con il favore dei pronostici ma al secondo turno potrebbero rischiare grosso rispettivamente contro la 5 Stelle Appendino e la leghista Borgonzoni». A quel punto – rivela sempre Affaritaliani –  il premier   sceglierebbe di favorire l’ascesa di Delrio alla guida di un nuovo governo per concentrare tutti gli sforzi, suoi e di Maria Elena Boschi, sulla battaglia delle battaglie: il referendum costituzionale di ottobre. «Quella di Renzi sarebbe una mossa tattica, anche per ricompattare il Pd e accontentare la minoranza, nella speranza di vincere la consultazione referendaria dell’autunno e ripresentarsi all’inizio del 2017 come candidato alla presidenza del Consiglio forte del successo al referendum». Staremo a vedere. Certo è che i prossimi mesi non saranno facili per Renzi. Né per il Pd.  Lo scenario è servito.