Il carcere dov’è rinchiuso Salah: una roccaforte inespugnabile

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Il carcere dov’è rinchiuso Salah è un istituto di massima sicurezza, il Fleury-Mérogis.  la belva del Bataclan è in isolamento completo. È un sorvegliato speciale. Blindato in una roccaforte inespugnabile, con quattro agenti che gli puntano continuamente gli occhi addosso e ronde a intervalli regolari che ne registrano ogni battito di palpebra.

Il carcere dov’è rinchiuso Salah: una roccaforte inespugnabile

Quello dove è rinchiuso l’uncio attentatore delle stragi del 13 novembre che non si è fatto esplodere è il penitenziario più grande d’Europa, nello sconfinato hinterland parigino, appena trenta chilometri a sud della capitale. Inaugurato nel 1968, il carcere dov’è rinchiuso Salah, quello di Fleury-Mérogis – dove il detenuto è posto in cella di isolamento, con tanto di telecamere per sorvegliarlo 24 ore su 24 – è una roccaforte inespugnabile da cui sono passati i peggiori criminali del Paese. Qui, tra i tanti altri, è stato rinchiuso Amédy Coulibaly. Nel 2008, quando era ancora a Fleury-Mérogis per una semplice rapina, l’attentatore dell’Hypercacher girò un video insieme ad altri detenuti per denunciare le condizioni del penitenziario. Il filmato venne ripreso da Lemonde.fr e contribuì addirittura a lanciare un dibattito pubblico. Nell’immensa struttura composta da sei alveari a forma di esagono il ventiseienne terrorista di Molenbeek è sistemato al quarto piano del raggio destro dove già risiedono dieci detenuti in condizioni di isolamento. Le celle di questa particolare sezione del carcere di Fleury-Mérogis sono praticamente identiche alle altre, 11 metri quadri, con bagno e tv. Unica differenza? I mobili fissati al muro e le finestre blindate per evitare eventuali tentativi di suicidio.

Il carcere dov’è rinchiuso Salah tra sorveglianti, telecamere e ronde

Una specie di moderno e attrezzato – e davvero inespugnabile – Alcatraz d’oltralpe, il carcere dov’è rinchiuso Salah, in cui, per la prima volta, due telecamere sono state sistemate appositamente nella cella del terrorista perché sia sorvegliarlo 24 ore su 24 anche se «in teoria è vietato», ha riferito ai microfoni di I-Télé Carole Baldi, responsabile sindacale del penitenziario. Nel carcere dov’è rinchiuso Salah, per quanto detenuto speciale, la belva del Bataclan ha comunque diritto all’ora d’aria e può frequentare la palestra, ma sempre da solo e senza alcun contatto con gli altri detenuti. Ad accompagnarlo in ogni spostamento ci sono sempre quattro sorveglianti. Fleury-Mérogis «offre il massimo della sicurezza sia per l’ordine pubblico sia per gli stessi detenuti», ha commentato l’ex direttore del penitenziario e parlamentare socialista, Joaquim Pueyo, spiegando che Salah è una specie di sorvegliato speciale, con ronde regolari, senza preavviso, tra le quattro mura della cella.