La Gran Bretagna minaccia di uscire dalla Convenzione dei diritti umani

La Gran Bretagna per lei deve restare nell’Ue, ma – comunque vada il referendum del 23 giugno – dovrebbe “lasciare la Convenzione europea dei diritti umani” per tutelare la propria sicurezza nazionale in materia di immigrazione, ma non solo. Parola di Theresa May, ministro dell’Interno del governo Cameron e fedelissima del premier, le cui affermazioni sembrano stridere con quelle del presidente Usa, Barack Obama, che oggi stesso ha richiamato ancora una volta il tema dell’accoglienza ai migranti a margine di un vertice con i leader di Germania, Italia, Francia e Gran Bretagna . May sostiene che la Convenzione abbia ritardato ad esempio per anni l’estradizione del predicatore qaedista Abu Hamza. Per questo, sentenzia, “se vogliamo riformare le leggi sui diritti umani in questo Paese non e’ l’Ue che dobbiamo lasciare, ma la Convenzione europea e la giurisdizione della sua Corte”.

Dura la replica del ministro ombra laburistadella Gran Bretagna, lord Falconier. Falconier ha definito queste intenzioni “spaventose” e accusa May di essere “ignorante e illiberale”: pronta a sacrificare – dice – decenni di reputazione della Gran Bretagna in difesa dei diritti dell’uomo a “un miserabile calcolo” di politica interna e all’ambizione di succedere a David Cameron come leader del Partito Conservatore.