Giovane si uccide nel cortile dell’Università Roma Tre: è giallo

Uno sparo che ancora riecheggia nell’aria, e il cui fragore ha congelato in un istante di terrore gli studenti dell’ateneo, irrompendo con violenza nel brulicare operoso dei corridoi universitari. È giallo a Roma: un giovane si è ucciso, sparandosi un colpo di pistola nel cortile dell’Università Roma Tre.

Giovane si uccide nel cortile dell’Università Roma Tre

Le notizie si rincorrono affannosamente, ma quanto trapela non è ancora sufficiente a rendere il quadro della situazione chiaro e attendibile. Quel che è dato sapere al momento è solo che la vittima sarebbe un ragazzo di 26 anni, morto dopo essersi sparato un colpo di pistola alla testa all’entrata dell’università Roma Tre della capitale. Tutto si è consumato nel giro di pochi, drammatici attimi, nella sede di via della Vasca Navale: tanto che quando sul luogo del suicidio è arrivato il team del 118 il giovane era già deceduto. Secondo quanto si è appreso il ragazzo era originario di Potenza. Un dettaglio emerge e aggiunge un ulteriore tassello al mosaico giallo appena abbozzato: quando è stato soccorso, all’entrata della facoltà di Ingegneria, sembra che il ragazzo avesse ancora l’arma stretta in mano.

Il mistero, le indagini, le ipotesi possibili

Sulla vicenda indaga la polizia: le ipotesi sul movente e le ricostruzioni possibili si affastellano alla ricerca di un perché. Questioni sentimentali? Incomprensioni relazionali? Trascorsi universitari mancati o millantati? Depressione? Tante le possibilità al vaglio degli inquirenti che per ora, in mano hanno il dato, concreto quanto tragico, della prematura morte di un giovane arrivato misteriosamente al punto di rivolgere un’arma contro se stesso. A quanto ricostruito dalla polizia, dunque – sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato Colombo – lo studente sarebbe arrivato nella piazzola interna all’università, davanti la facoltà di Ingegneria, e lì si è tolto la vita con un colpo di pistola alla testa. Sono in corso accertamenti sull’arma. Dalle prime informazioni sembrerebbe che fosse regolarmente detenuta e forse il ventiseienne se l’è procurata proprio per il suicidio. Suicidio su cui è mistero: restano da chiarire, infatti, i motivi del gesto anche se non si esclude che il movente possa essere legato alla carriera universitaria della vittima. Secondo quanto si è appreso, il ragazzo era indietro con gli esami.