Dà fuoco alla moglie “peccatrice”: un indiano sotto processo a Bergamo

A giudicare dal carnet di accuse e di reati a lui addebitati nel tempo, l’indiano finito sotto processo per aver dato fuoco alla moglie a suo giudizio una “peccatrice” che doveva redimersi, l’uomo non era nuovo alle punizioni fisiche da infliggere all’interno delle mura domestiche. E allora, già condannato a due anni per maltrattamenti psicologici e fisici sulla figlia che si era ribellata al matrimonio combinato, il cinquantottenne di origini indiane è arrivato a processo anche per ustionato la moglie che considerava una traditrice. È accaduto a Roccafranca, in provincia di Brescia, dove il cinquantottenne vive da 32 anni e dove da tempo ha conseguito la cittadinanza italiana.

Indiano dà fuoco alla moglie “peccatrice”

L’uomo è accusato di tentato omicidio per aver cosparso di benzina la moglie in seconde nozze, di ben 22 anni più giovane, e per averle dato fuoco. Il fatto era accaduto nell’ottobre del 2013, torna d’attualità in questi giorni con la ripresa del procedimento a suo carico. La vittima dell’aggressione con il fuoco aveva riportato ustioni alle gambe: ma la cosa sarebbe potuta andare peggio se non fosse stato per l’intervento di un ragazzo che viveva da poco con la coppia. La donna, infatti, era stata salvata da un ventisettenne che viveva da alcuni mesi in casa dei due coniugi e che il marito indiano della donna, vittima dell’aggressione, riteneva essere l’amante della moglie: il giovane, invece, è risultato essere semplicemente un nipote.

La debole autodifesa dell’imputato indiano

«Non è vero, ha fatto tutto da sola. Si è versata la benzina addosso per allontanarmi da casa», ha raccontato l’uomo davanti alla Corte d’assise di Bresciasostenendo a strenua difesa di una sua poco credibile innocenza, una teoria che i giudici non hanno considerato neppure come probabile. Come se l’insieme di sospetti e di accuse a carico dell’uomo indiano non fossero già abbastanza, infatti, secondo i pm l’imputato avrebbe anche costretto la moglie, a suon di a calci e pugni, a ritirare la denuncia che la donna aveva sporto contro di lui. Fatto sta che il ropcedimento è in corso e che, a tutela della moglie dell’imputato, è stato emesso un provvedimento in nome del quale, già dal 27 febbraio di due anni fa, l’uomo non può più avvicinarsi alla donna. Il processo, intanto, è stato aggiornato al prossimo 7 luglio, quando l’indiano tornerà alla sbarra.