Forze speciali in Siria, Apache in Iraq: nuovo piano degli Usa contro l’Isis

Lotta all’Isis senza frontiere, dalla Siria all’Iraq, e senza risparmiare forze (sul campo) e strategie belliche nelle azioni militari. Target primari: Raqqa in Siria e Mosul in Iraq; obiettivo finale: annientare i miliziani agli ordini del Califfo.

Usa, lotta all’Isis: forze speciali in Siria e Apache in Iraq

E allora, fino a 200 membri delle forze speciali Usa dispiegati in Siria per addestrare ed assistere i ribelli sul campo, e in Iraq elicotteri Apache con la possibilità di azioni militari. Sono alcuni dei dettagli del piano al vaglio della Casa Bianca per intensificare la lotta all’Isis, con in mente l’offensiva a Raqqa in Siria e a Mosul in Iraq. A rivelarlo in queste ore è il New York Times, che cita fonti della Difesa Usa e sottolinea che il piano, con i nuovi “accorgimenti”, potrebbe essere reso noto nei prossimi giorni. Con un freno che resta e riguarda non tanto la situazione in Siria, quanto l’Iraq, dove i problemi interni dovuti alla situazione politica che il primo ministro Haider al Abadi si trova a fronteggiare, impongono prudenza anche a Washington. Intanto però non manca occasione in cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non menzioni l’intenzione di intensificare la lotta all’Isis, un obiettivo militare da neutralizzare anche sul piano diplomatico, rinnovando regolarmente l’appello alla coalizione globale.

Il piano del Pentagono contro l’Isis

Diplomazia su un fronte, azioni militare sull’altro: è chiaro da settimane ormai che il Pentagono sta limando piani possibili secondo cui, se la strategia non cambia, è sul potenziamento di mezzi (e uomini) impiegati che si punta a fare la differenza. Il capo del Pentagono Ash Carter lo ha ribadito anche negli ultimi giorni ad ogni apparizione pubblica: si stanno valutando tutte le strade possibili, e a questo proposito farà il punto con i suoi comandanti nei prossimi giorni. Così sul tavolo, stando alle indiscrezioni pubblicate dal New York Times, ci sarebbe anche l’intenzione di incrementare il numero delle forze speciali in assistenza ai ribelli siriani, così come sarebbe al vaglio la possibilità di usare elicotteri d’attacco per combattere i miliziani in Iraq.

L’intervento in Siria e in Iraq

In Siria, Washington sarebbe pronta ad impiegare altre decine di forze speciali, in aggiunta alle 50 già operative, e fino a 200 in tutto, con lo scopo di assistere i ribelli siriani il cui ruolo sul terreno è cruciale, in particolare nella riconquista di Raqqa, la capitale di fatto dello Stato Islamico. Più complicato si presenta invece lo scenario in Iraq, dove il Pentagono vuole potenziare gli sforzi per un’azione a Mosul e sta considerando la possibilità di spostare addestratori già presenti nel Paese verso Mosul, oltre ad impiegare elicotteri Apache che sono già in Iraq, ma al momento utilizzati soltanto per la protezione del personale americano. E se le indicazioni sui tempi non sono precise, l’obiettivo è comunque fissato: accelerare l’organizzazione degli interventi sul campo per sfruttare il momento che gli Usa vedono come potenzialmente favorevole, sia sul fronte iracheno che in Siria.