Favorivano la permanenza illegale di immigrati: denunciati 22 marocchini e 2 italiani

Ancora business dell’immigrazione. Un giro di persone conniventi quanto collaborative. Un’organizzazione in grado di garantire documenti falsi. Dati amministrativi e riscontri burocratici artefatti all’occorrenza, e un’attività su cui contare: è su questi appoggi concreti che potevano contare le 24 persone denunciate in quanto sospettate di favorire la permanenza illegale di cittadini immigrati.

Favorivano la permanenza illegale di immigrati

Di più: favorivano la permanenza illegale di immigrati che esercitavano attività da ambulante nella zona di Nizza Monferrato, nell’Astigiano. Le persone denunciate sono 24, delle quali 22 di nazionalità marocchina nel mirino degli inquirenti per il reato di falso, e due italiani coinvolti nell’indagine per il reato di favoreggiamento. La Guardia di Finanza ha scoperto un centro di elaborazione dati specializzato nella falsificazione dei documenti. Un’organizzazione allestita nei dettagli: per esempio, è stato appurato che i 22 soggetti si avvalevano della collaborazione di un consulente fiscale che avrebbe certificato falsamente le dichiarazioni dei redditi per il rilascio, da parte della questura, dei permessi di soggiorno. Le indagini, coordinate dal pm della Procura di Alessandria, Silvia Saracino, erano partite addirittura alcuni anni fa su iniziative della Tendenza di Nizza: in queste ore, dunque, l’inchiesta entra nel vivo dei fatti e delle denunce.

Ancora scafisti fermati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina

E a proposito di indagini, fatti e denunce, e, in particolare, di accuse di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, dall’Astigiano alla Sicilia è un proliferare di casi. E allora, per esempio, il gip Maria Pino, su richiesta del pm Daniela Varone, ha convalidato il fermo dei due scafisti, Ibirmi Abubusi di 32 anni del Ghana e Omaru Samateh di 22 anni del Gambia, bloccati dagli agenti della Squadra mobile della Polizia di Stato e dalla Guardia di finanza lo scorso 1 aprile in occasione dello sbarco nel porto di Palermo della nave della Marina militare Chimera con a bordo 362 migranti soccorsi in acque internazionali, nell’ambito delle operazioni “Mare sicuro-Stretto di Sicilia”. I due – gli ultimi di una interminabile serie di migranti fermati e di indagati – accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, sono stati rinchiusi nel carcere Pagliarelli. Gli investigatori hanno individuato i presunti scafisti attraverso filmati e immagini raccolte a bordo della nave e grazie alle dichiarazioni di alcuni migranti. I due stranieri, secondo gli investigatori, appartengono a una più ampia e violenta struttura organizzativa criminale, dedita al traffico di esseri umani.