Degrado a Roma Nord. Bussa a casa di un giornalista: aiuto, devo partorire

FacebookPrintCondividi

Una storia a lieto fine ma maturata in un contesto di estremo degrado in quella Roma Nord giudicata, grazie a stereotipi abusati, una zona abitata da ricchi e benestanti. ma ci sono anche gli invisibili, gli sfruttati, quelli di cui nessuno si occupa. Ecco cosa è accaduto: alle 5 del mattino una donna filippina bussa alla porta di un giornalista Rai, Ivano Liberati, dicendo che stava per partorire e che gli ha chiesto aiuto, finendo poco dopo per dare alla luce una bambina sul pavimento del salotto. Ivano Liberati ora sta cercando di aiutare la giovane anche a trovare una casa per lei, la neonata e l’altra figlia di un anno. Finora hanno vissuto in una cantina a pochi metri dal palazzo dove ha partorito, nella zona residenziale Cortina d’Ampezzo. “Ha bussato questa giovane sui 30 anni, incinta e disperata, che ha detto di dover partorire e intanto teneva una bimba in braccio – ha raccontato Liberati -. Mia moglie l’ha presa e l’ha fatta entrare, l’abbiamo fatta stendere sul pavimento e dopo poco ero lì che tiravo fuori la testa del bambino, una cosa che naturalmente non avevo mai fatto e non sapevo come fare. La neonata aveva due giri di cordone ombelicale intorno al collo, era cianotica: mi sono fatto forza e gliel’ho tolto con le mani come se fosse una collana. Si è ripresa, per fortuna”. Con tanto sangue a terra Liberati ha chiamato il 118 e il medico al telefono gli ha consigliato di mettere la neonata supina sul grembo della madre per evitare pericolosi rigurgiti. “E’ arrivata l’ambulanza, dopo un po’ di tempo, e se le sono portate via al Policlinico Gemelli, ma a noi è rimasta l’altra figlia di un anno, per molte ore, che non la smetteva di piangere, finché non sono venuti i servizi sociali a prenderla – dice il giornalista -. Poi abbiamo visto e fotografato come vivono, in un tugurio nella cantina, con i fornelli in bagno vicino al water. Pagano 300 euro a un altro filippino che li sfrutta, lei, il compagno e la figlia piccola. Avevamo più volte denunciato la situazione. La ragazza non aveva mai fatto una visita ginecologica o un’ecografia, pensava di dover partorire tra un mese. Aveva sbagliato i calcoli. Il compagno raggiunto al telefono mi ha detto che fa il badante a un anziano e fino a domenica non si libera, dice. E’ una situazione pazzesca. Lunedì o martedì usciranno dall’ospedale e dove andranno? Ho chiamato la polizia, i vigili urbani, da tre mesi con una vicina li tempestavamo di telefonate per quella famiglia che viveva in cantina. Questa storia si deve conoscere, bisogna fare qualcosa”.