Così il reddito di cittadinanza favorisce gli stranieri, grazie alla Serracchiani

C’era da aspettarselo. Ecco dove va a parare la poderosa e onerosa iniziativa che  Debora Serracchiani aveva strappato di mano ai grillini, ossia la sperimentazione del reddito di cittadinanza per le fasce più deboli nella regione di cui è governatrice, il Friuli Venezia Giulia. Tra i beneficiari del provvedimento da 40 milioni di euro, che abbraccia oltre 30mila persone per circa diecimila nuclei familiari con un reddito inferiore ai 6mila euro, il 44 per cento è composto da cittadini stranieri. Naturalemente è riesplosa la polemica. Lo riporta il Giornale.

Il centrodestra è andato all’attacco sottolineando  «la sproporzione» tra chi beneficia di tanto denaro pubblico, «in una regione che conta l’8 per cento di residenti immigrati». Il forte sbilanciamento verso una platea straniera, non potrò che sfociare in nuove nuove tensioni sociali. Per esempio: il sussidio mensile fino a 550 euro a patto che si frequenti un percorso di reinserimento lavorativo, è fortemente sbilanciato verso a una platea a forte maggioranza straniera, quasi 13mila persone, leggiamo sul servizio del quotidiano milanese. Il problema sono i requisiti richiesti. La giunta Pd della Serracchiani ha stabilito che per accedere alla misura che guarda a chi ha un Isee inferiore ai 6mila euro, è quello di risiedere da almeno 24 mesi sul territorio. «È chiaro che ora abbiamo la certezza che il modo in cui è stata concepita la legge tutela soprattutto chi viene dall’estero», escludendo molti cittadini friulani», tuona il centrodestra,  nuclei familiari fortemente penalizzati  dalla crisi economica, magari possessori di un unico, sudato bene, la casa, magari ereditata, «che nell’indicatore Isee distorce la loro reale situazione economica». L’invito pertanto è correggere questa sproporzione. Ossia «riformulare una norma «necessaria» ma che con «questa doppia classifica» finisce per «inasprire le tensioni sociali tra italiani e stranieri, dove i primi si sentono di serie B».