Corteo contro i giudici per i domiciliari a romeno ubriaco: uccise 4 francesi

«Giustizia italiana, vergognati. Dopo avere perso la vita sulla strada, i nostri figli l’hanno persa di nuovo nelle aule dei tribunali». Sono le parole amare che Christine, francese del comitato “Un chemin pour demain“, ha scandito oggi ad Alessandria durante il corteo organizzato per protestare contro la concessione degli arresti domiciliari a a Ilir Beti, l’imprenditore albanese condannato a gennaio dalla Corte d’assise d’appello di Torino a 18 anni e 4 mesi per l’incidente sull’A26 nell’agosto 2011 costato la vita a quattro giovani transalpini. La sentenza non è definitiva.
«Un assassino – ha detto – deve stare in prigione. Noi siamo stati abbattuti da una giustizia incoerente che non si può permettere di oltraggiare in questo modo le vittime. Abbiamo raccolto già numerose firme che saranno mandate al premier Matteo Renzi».
La dimostrazione è stata organizzata insieme agli alessandrini dell’associazione Amici italiana vittime della strada. «E’ una battaglia – dice Mauro Bressan – che portiamo avanti da parecchi anni. Dobbiamo combattere ancora molto per sensibilizzare sempre di più le persone. Dobbiamo lottare perché l’auto ritorni a essere un mezzo di trasporto e non un’arma in mano a dei delinquenti». Il corteo ha raggiunto l’atrio del Tribunale di Alessandria dove sono state deposte le fotografie dei 4 ragazzi francesi uccisi e rose gialle e rosse.