Condannato per abusi sui figli, tutto da rifare: fu complotto?

Tutto da rifare: e il caso della condanna del padre ritenuto colpevole di abusi sui figli ritorna in Aula. Stavolta, però, al centro delle accuse finisce la moglie dell’imputato, e madre degli accusatori che – a detta delle ultime ritrattazioni – avrebbe ordito il complotto contro l’uomo. Dunque, dopo un primo stop alla richiesta di un nuovo procedimento, il caso del padre accusato prima, e scagionato oggi, tiorna nuovamente al vaglio della magistratura. Servirà un nuovo processo, infatti, per stabilire se Saverio De Sario, padre di 46 anni, già condannato in via definitiva a dieci anni di detenzione che sta scontando nel carcere di massima sicurezza di Sassari, abbia abusato dei figli che a distanza di anni hanno ritrattato la loro posizione, scagionando il genitore. La Corte di Cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dall’avvocato Massimiliano Battagliola contro il rigetto della richiesta di revisione del processo pronunciato nei mesi scorsi dalla Corte d’Appello di Roma. «È una giornata fantastica, la verità uscirà, tardi, ma emergerà», è stato il primo commento di Gabriele De Sario che con il fratello Michele, 23 anni il primo, 21 il secondo, contribuì a far condannare il padre raccontando di violenze subite nei primi anni Duemila tra Brescia – dove la famiglia ha vissuto per anni – e la Sardegna, terra d’origine dei De Sario.

Condannato per abusi sui figli: clamoroso dietrofont degli accusatori

Gli stessi figli lo scorso ottobre e a distanza di anni hanno però fatto registrare un clamoroso dietrofront. «Ci siamo inventati tutto. Colpa di nostra madre che ci ha obbligati a dire quelle cose contro papà», hanno spiegato i due fratelli. Dichiarazioni che hanno portato a chiedere al loro legale la revisione del processo. Per la Corte d’Appello di Roma la ritrattazione non poteva essere considerata una nuova prova. Di diverso parere invece i giudici di Cassazione che hanno accolto il ricorso e disposto un nuovo processo che sarà celebrato davanti alla Corte d’Appello di Perugia. «Appena gli atti saranno trasmessi a Perugia chiederemo la scarcerazione in attesa di un nuovo giudizio», ha spiegato l’avvocato Battagliola. «Dispiace che a distanza di anni non si possa denunciare chi ci ha obbligati a mentire», è invece il pensiero di Gabriele De Sario, indirizzato alla madre che vive nel Bresciano dove si è risposata.

Padre accusato di abusi sui figli: un nuovo processo a Perugia

La vicenda che portò alle accuse e alle successive condanne nacque – scrissero i giudici di primo grado – «nell’ambito della separazione tra Saverio De Sario e la moglie Angela. Separazione caratterizzata da un’accesa conflittualità e da un’aspra battaglia per l’affidamento dei due figli minori». Nel nuovo processo saranno portate all’attenzione dei giudici tre nuove prove: un memoriale scritto nel 2009 da Gabriele De Sario e lasciato nella mani di un educatore di una comunità che però non ha mai riferito nulla agli inquirenti; le perizie mediche che escluderebbero gli abusi sessuali e poi, «una nuova clamorosa prova della quale però ancora non si può parlare», ha spiegato l’avvocato Battagliola, legale di Saverio De Sario. Potrebbe trattarsi di una testimonianza choc circa il complotto costruito attorno al quarantaseienne sardo che ha fin qui trascorso 24 mesi di carcere. «Papà deve uscire, è innocente», dicono oggi i suoi figli. Gli stessi che lo avevano accusato quattordici anni fa. Prima della clamorosa ritrattazione che ha portato alla revisione del processo.