Comico anti-Erdogan a processo, ma i tedeschi non ci stanno: il 66% contro la Merkel

Ultimamente Angela Merkel non ne azzecca proprio una: la cancelliera continua a dividere l’opinione pubblica tedesca, e dopo la svolta sui migranti, che ha spaccato la Germania, ha suscitato più critiche che apprezzamenti anche la sua decisione di concedere l’autorizzazione al processo nei confronti Jan Boehmermann, il comico che sulla Zdf aveva declamato una poesia satirica sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

La Merkel fa processare il comico anti-Erdogan

Una scelta, quella di formalizzare le accuse contro il comico che in tv ha letto una poesia satirica sul presidente turco, che non è piaciuta al 66% dei tedeschi: una bocciatura, quella riservata dalla popolazione tedesca alla Merrkel, sancita con la veridicità e l’inappellabilità della matematica percentuale, in nome della quale, secondo un sondaggio pubblicato da Bild am Sonntag con il titolo sarcastico Erdogan, va in scena lo spettacolo! – e, sotto, La Merkel deve sopportare tutto – solo il 22% delle persone interpellate s’è detto d’accordo con la decisione della cancelliera.

Una decisione bocciata dal 66% dei tedeschi

La rilevazione è stata realizzata venerdì pomeriggio, quindi prima dell’annuncio stesso del comico di sospendere il suo spettacolo. “Ho deciso di prendermi una piccola pausa televisiva in modo che il pubblico possa concentrarsi sulla cose veramente importanti come la crisi dei rifugiati, le videochat in diretta e la vita sentimentale di Sophia Thomalla, attrice e modella tedesca”, ha scritto con ironia sprezzante Boehmermann sulla sua pagina Facebook. Secondo quanto riferito dalla Zdf, che ha offerto al comico qualsiasi tipo di assistenza nel processo, il programma sarà sospeso dunque fino al 12 maggio. All’attore sarebbe persino stata assegnata una scorta. La decisione della Merkel – i ministri dell’Spd hanno votato contro l’autorizzazione a procedere e in caso di parità ha deciso il voto della cancelliera – ha scatenato le critiche di alcuni media che l’hanno giudicata una scelta politica. Di più: una scelta politica decisamente sbagliata e inopportuna.

La Merkel prova a rimediare?

E se nelle recriminazioni teoriche del caso critici e analisti si sono scatenati in queste ore nel tentativo di provare a difendere l’indifendibile, leggendo la mossa della leader tedesca come un tentativo di tutelare la suscettibilità di un politico dal quale la Merkel non può più prescindere per affrontare la crisi dei migranti, in pratica però emerge che la cancelliera si sarebbe attenuta a un antiquato paragrafo (il 103) del codice penale tedesco che prevede, in caso di denuncia di un capo di Stato estero, che il governo autorizzi il procedimento. Codicillo della discordia che tanto sta costando in termini di credibilità e popolarità politica alla Merkel che, guarda caso, si è tempestivamente impegnata a far abolire …