Clandestini, Obama fa la lezioncina: «No ai muri». Ma gli Stati Uniti li alzano

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Il presidente Usa viene in Europa a ordinarci di non innalzare muri, ma è il suo Paese che ne fa più uso di tutti: «In Germania più che in qualsiasi altro posto nel mondo avete imparato che quello di cui c’è bisogno nel mondo non sono muri». Lo ha detto qualche giorno fa Barack Obama ad Hannover a proposito dei profughi. Il presidente ha poi citato il Papa: «Papa Francesco ha detto che i profughi non sono numeri, ma sono persone, che hanno volti e storie». Obama e il Papa: proprio negli Stati Uniti e intorno alla Città del Vaticano ci sono i muri più insuperabili del mondo (Muraglia cinese a parte). Per quanto riguarda il Vaticano, tutti sanno che è impossibile entrare se non autorizzati, però il papa spinge i clandestini di tutto il mondo a riversarsi in Italia, dove, invece, non ci sono i muri che ci sono a San Pietro.

Muri invalicabili al confine messicano e vaticano

Negli Stati Uniti, stesso discorso: c’è un muro, il cosiddetto Muro di Tijuana, assolutamente invalicabile e vigilato da forze armate che sparano senza troppi complimenti, la cui costruzioni iniziò nel 1994, in piena era Clinton, quindi, che i messicani chiamano il Muro della vergogna. La barriera è lunga oltre tre chilometri, è illuminata anche di notte, è munita di sensori e telecamere senbilissime, che segnalano le infrazioni alla polizia di confine che vigila anche con elicotteri armati. Altri tratti di muro sono in Texas, in Arizona e New Mexico. Nel 2006 gli Usa hanno approvato la costruzione di altra parti del muro, che supererebbe i mille chilometri, in questo sì essendo paragonobile alla Muraglia cinese. Secondo i dati ufficiali, oltr emezzo milione sono state arrestate nel rorso degli anni e duemila sono morte nel tentativo di superarlo. Roba a Vopos e da Berlino Est. Con due differenze: che il Muro di Berlino non c’è più e che la polizia confinaria comunista vi uccise meno di 150 persone in 30 anni, secondo almeno i dati ufficiali. Insomma, è dagli Stati Uniti che dovremmo prendere lezioni di gestione dei clandestini?

(Nella foto scattata da Ferdinando Parisella a Tijuana, il muro lungo oltre tre chilometri innalzato all’epoca dell’amministrazione Clinton)