Clamoroso in Russia, torna lo zar sul trono? L’ultimo dei Romanov rivela…

La Russia è forse vicina a una clamorosa svolta istituzionale?  Torna lo zar sul trono?  Da un po’ se ne parla, quasi per scherzo. Ad alimentare nel passato recente le voci di una possibile “restaurazione” della dinastia degli zar è l’amicizia tra Putin e l’ultimo dei Romanov, il granduca Georgij, insieme all’affermazione di  un movimento d’opinione pubblica sempre più favorevole alla memoria dei sovrani assassinati dai bolscevichi a Ekaterinburg: da qualche anno non c’è città della Russia che non abbia eretto una statua in onore degli zar. Ora però la faccenda si sta fecondo seria, il “progetto zar” pare prendere consistenza. Il  giovane granduca sta uscendo allo scoperto. È una dichiarazione assai impegnativa quella rilasciata dall’ultimo dei Romanov in una intervista pubblicata da Sette, il magazine  del Corriere della Sera : «Se il mio popolo vorrà – dice il discendente degli zar – di sua spontanea volontà, uno governo misto come in Inghilterra, Spagna o in altri Paesi europei, e quindi di restaurare la monarchia in Russia in qualunque sua forma, sia mia madre sia io o i miei discendenti saremo pronti ad assumere il nostro ruolo istituzionale in seno al Paese». Sono parole impegnative. E che fanno riflettere. Anche perché finora la famiglia Romanov (nel 1917, dopo la Rivoluzione d’Ottobre,  la dinastia degli zar cambiò il nome in Romanoff) è stata finora sempre molto cauta sull’argomento. Solo nel 2013, la granduchessa Maria Romanova aveva accennato genericamente alla possibilità che in «Russia potrebbe essereci bisogno di un sovrano ereditario».

Va da sé che , una eventuale “restaurazione” degli zar non potrebbe prescindere da una iniziativa di Putin, il quale, sia detto per inciso, ha recentemente rilasciato dichiarazioni sempre più dure nei confronti dei capi bolscevichi che sterminarono lo zar e la sua famiglia. il presidente russo ha definito Lenin e Stalin «distruttori della Grande Russia». Di Putin, Georgij dice: «Ricordo Putin da quando avevo  i pantaloni corti. Un uomo leale, preparato profondo, amante come noi del suo popolo e delle sue tradizioni». Elogio certo scontato. Ma comunque significativo. Forse Vladimir è veramente deciso a entrare nella storia.