Caso-Regeni, nuove provocazioni dall’Egitto. E la Mogherini resta zitta…

L’ambasciatore italiano in Egitto, Maurizio Massari, ha lasciato questa mattina il Cairo ed è rientrato in Italia, dove è stato richiamato per consultazioni dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni in seguito agli sviluppi delle indagini sul caso-Regeni. Fonti dello scalo della capitale egiziana – si apprende oggi – lo hanno visto passare i normali controlli di sicurezza. Massari, che è stato salutato da un funzionario dell’ambasciata, non ha rilasciato dichiarazioni. Ha parlato, invece, Gentiloni: “Le indagini investigative nel mondo si fanno molto spesso basandosi sui tabulati, sulle intercettazioni. Se non ci fosse il traffico di celle telefoniche, buona parte delle indagini che si fanno anche nei Paesi più attaccati alla privacy non si farebbero”, ha detto il ministro degli Esteri. “Io rispetto gli argomenti dei governi con cui abbiamo a che fare però bisogna giudicare con buon senso, e il buon senso dice che nelle indagini si usano questi strumenti. Dalle Alpi alle Piramidi”, ha aggiunto. Una buona notizia, intanto, arriva sul fronte parlamentare: il parlamento egiziano discuterà presto del richiamo dell’ambasciatore d’Italia al Cairo per il caso di Giulio Regeni, ha annunciato un deputato, Hussein Aboul Wafa, come riferisce il sito del quotidiano egiziano Youm7. L’esponente del partito “Futuro di una patria” ha sostenuto che l’assemblea parlamentare egiziana dibatterà fra l’altro la “possibilità di stabilire contatti con il parlamento italiano per discutere le ricadute” del richiamo dell’ambasciatore Maurizio Massari, scrive il sito. Dall’Egitto, però, arrivano nuove accuse all’Italia. In un intervento telefonico trasmesso oggi da una tv privata, il portavoce del ministero degli Esteri egiziano Ahmed Abou Zeid ha sostenuto che in Italia “alcuni dossier, come il caso Regeni, vengono sfruttati per questioni interne”.

Sul fronte politico italiano, invece, c’è chi si chiede come mai all’attivismo del governo italiano non corrisponda alcun atto ufficiale, né ufficioso, del nostro ministro degli Esteri europeo, Federica Mogherini, rimasta inerte e silenziosa. “Dopo il fallimento dei colloqui tra le autorità italiane e quelle egiziane viene da chiedersi: perché la commissaria Mogherini non sollecita una forte presa di posizione europea sul caso Regeni?”, atttacca la deputata di Forza Italia, Laura Ravetto. “Si fatica – aggiunge Ravetto – a non rimanere stupiti dal doppiopesismo europeo: sempre velocissimi a comminare sanzioni alla Russia e praticamente immobili di fronte al crudele omicidio di un cittadino italiano ed europeo. Mi auguro – conclude Ravetto – che l’Europa si svegli dal letargo in cui si trova e che possa finalmente intraprendere una politica estera degna di essere definita tale”.