«Casaleggio valeva 100»: i grillini smentiscono la guerra di successione

«Casaleggio valeva 100». Non è all’ordine del giorno nessuna consultazione online per eleggere il successore di Gianroberto Casaleggio, nessun terremoto organizzativo degli incarichi. In casa grillina è tutta una corsa a smentire le difficoltà e gli sgambetti incrociati dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa del co-fondatore del movimento.

Casaleggio valeva 100

«Non vi appassionante al fantacalcio. Davide Caslaeggio, Di Maio, le incoronazioni: quante volte avete detto che io dovevo essere incoronato e poi non è successo? Credo che dobbiamo guardare solo ai problemi dei cittadini perché questo movimento è in grado di andare avanti». Così da Palermo il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, smentisce le notizie di un  possibile ruolo di leader che potrebbe assumere Davide Casaleggio dopo la morte del padre. «Avevamo due garanti, adesso ce n’è uno, ma Davide ci darà una mano. Prenderà il posto del padre. È stato lui a sviluppare Rousseau», spiega a Repubblica,  parlando del nuovo sistema operativo.

Fico: non cambia nulla

«I giornali in questi giorni hanno scritto tutto e il contrario di tutto. Non ci sarà nessuna elezione online a breve termine per il leader. Continueremo a fare quello che stavamo facendo il giorno prima della morte di Gianroberto», ha detto dai microfoni di Radio 24, Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai, «dovremo lavorare cento volte di più perché Casaleggio valeva cento persone, ma nei principi, nel fondo e nella base non cambia nulla».

Il ricordo del figlio Davide sul blog

“Volevo scrivere due parole su mio padre, perché molti non lo conoscevano veramente e per me é stato un padre fantastico ed é bello essere orgoglioso del proprio padre come lo sono io. Il suo essere riservato e allergico ai riflettori ai più lo rendevano sconosciuto». Così Davide Casaleggio ricorda la figura del padre sul blog di Beppe Grillo e pubblica l’intervento letto durante la cerimonia funebre. «Fino a quando ha potuto camminare é sempre voluto andare in ufficio, tutti i giorni, e il suo sguardo non si staccava mai dal futuro. Aveva l’audacia di vedere il futuro prima degli altri e di crederci anche quando gli altri ne diffidavano».