Carte clonate, altri guai per il “trafugatore” della salma di Mike Bongiorno

Da Mike Bongiorno alle carte di credito clonate. Nuovi guai giudiziari per Luigi Spera, di 59, già coinvolto nelle indagini sulla tentata estorsione ai familiari del conduttore televisivo dopo il trafugamento della salma del presentatore. Questa volta è finito sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori per un giro di carte di credito clonate scoperto dalla guardia di finanza di Siracusa. L’uomo è stato sottoposto all’obbligo della firma.

Il furto della bara di Mike Bongiorno

La vicenda del furto della salma di Mike Bongiorno aveva tenuto banco per diversi mesi. Un gesto inaccettabile che aveva provocato l’indignazione di fan e del web. Dopo tanti mesi, poi, la bara e il corpo del conduttore televisivo erano sono stati ritrovati, e la stessa moglie di Mike Bongiorno aveva svelato i retroscena del caso spiegando che non era stato pagato nessun riscatto. «Nessuno – aveva detto – si è mai fatto vivo, a parte quegli sciacalli che non c’entravano». Ovvero, Luigi Spera e un suo amico che avevano contattato la famiglia affermando di voler restituire la salma. Ma erano stati subito scoperti.

L’inchiesta sulle carte di credito clonate

Ora una nuova inchiesta. Un giro di carte di credito clonate è stato scoperto dalla guardia di finanza di Siracusa che ha eseguito undici arresti in sette regioni. Le carte venivano clonate e poi utilizzate in negozi “complici”. L’indagine “Walking Card” ha preso le mosse da una vicenda di riciclaggio di assegni e di truffe a finanziarie. Tra gli indagati oltre Luigi Spera, c’è il patron del Lecco Calcio, Daniele Bizzozero, di 66 anni, finito agli arresti domiciliari.

Carte di credito clonate con la complicità di commercianti compiacenti

Le indagini delle fiamme gialle di Siracusa hanno ricostruito le modalità operative dell’organizzazione che consistevano nell’acquisizione illecita dei codici attraverso apparecchiature installate sui Pos di commercianti compiacenti. La carta veniva clonata e poi utilizzata in negozi di “complici” sottraendo ingenti somme da conti correnti dell’ignaro cliente truffato. Quando il commerciante compiacente si recava in banca a “incassare” i soldi ottenuti grazie alla “strisciata” illegale e divideva poi il ricavato secondo percentuali stabilite, che solitamente erano del 50 per cento circa. Gli arresti e le perquisizioni sono stati eseguiti dalla guardia di finanza di Sicilia (Siracusa e Catania), Lombardia (Milano, Bergamo, Brescia, Como, Monza-Brianza e Varese), Piemonte (Torino), Emilia Romagna (Bologna, Parma, Ravenna e Reggio Emilia), Lazio (Roma), Basilicata (Matera) e Puglia (Lecce).