Carceri: permessi premio (con fuga) agli stranieri, botte agli agenti

Ancora una scelta incredibile e ancora la rabbia degli agenti. Un albanese aveva ottenuto un permesso premio dal magistrato di sorveglianza ma, allo scadere del beneficio, non è rientrato nel carcere di Vigevano. Il detenuto che ha fatto perdere le sue tracce, afferma il Sappe, è un albanese in cella per reati legati alla droga. Era al suo primo permesso di un giorno e 12 ore. Al detenuto, che era stato ammesso al lavoro all’esterno e a volte svolgeva servizi socialmente utili per il Comune di Vigevano, mancavano meno di due anni per scontare la pena.

 Gli agenti penitenziari: troppe aggressioni, scendiamo in piazza

Torna alta la tensione nelle carceri: in poche ore diversi si sono registrate aggressione ad agenti di polizia penitenziaria ad Alessandria, Firenze Sollicciano e Caltanissetta. E nei giorni scorsi gravi violenze si erano verificate anche a Taranto, Monza, Matera e Saluzzo. «Viaggiamo al ritmo di una al giorno, segno tangibile che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti». Lo denuncia il segretario generale del sindacato Sappe, Donato Capece, che parla di «situazione allarmante» e annuncia l’intenzione di «dare vita a una manifestazione di protesta per il 18 e 19 aprile prossimi a Roma, davanti al carcere di Rebibbia, in occasione dell’evento conclusivo degli Stati generali dell’esecuzione penale a cui parteciperanno, tra gli altri, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro della Giustizia Andrea Orlando». A favorire «violenze assurde e ingiustificate – afferma Capece – è anche il sistema della vigilanza dinamica, che vuole meno ore i detenuti in cella senza però che facciano alcunché. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati, così come l’ipotesi di creare un Corpo di Giustizia che a nulla serve se non a ingenerare confusione su confusione ed a creare evidentemente poltrone per chi poliziotto non è».