Alla Boldrini neanche l’accordo Ue-Turchia sta bene: l’Europa si tenga gli immigrati

La Boldrini attacca l’Unione europea per l’accordo con la Turchia, ma non per lo scandalo dei 3 miliardi di euro regalati a Erdogan. No, alla Boldrini la scandalosa elargizione europea non interessa. La presidente della Camera pretenderebbe che l’Europa, i migranti, se li tenga stretti in casa e che anzi apra ancora di più le porte. Roba da non credere, ma tant’è: «L’accordo tra l’Ue e la Turchia sull’immigrazione – afferma la Boldrini – è una soluzione che difficilmente funzionerà e ha già creato una macchia sulla reputazione della Ue come continente dei diritti umani. Mai e poi mai avrei pensato che si sarebbe arrivati fino a questo punto». L’esternazione della Boldrini avviene attraverso un’intervista a Rai Isoradio.

Boldrini dice che «per gestire le domande di asilo nel rispetto della civiltà giuridica europea è necessaria la condivisione di responsabilità e di onere tra i 28 Stati Ue». Invece, per egoismo e miopia di alcuni Stati membri, l’Europa si «è arresa accettando una gravissima sconfitta, con un accordo con la Turchia a cui delega la Ue in gran parte la gestione del diritto di asilo, pur sapendo che quel Paese non offre standard di protezione adeguati e non ha un quadro giuridico adeguato con una riserva geografica per il dritto di asilo».  Per la Boldrini si tratta di  una «macchia sulla reputazione della Ue come continente dei diritti umani» . «L’anno scorso – ricorda la presidente della Camera – per la prima volta circa un milione di persone si è messo in cammino verso l’Europa, che non aveva fatto i conti con questa situazione. Questa gente chiede pace, sicurezza, ed è arrivata nel cuore dell’Europa da luoghi dove ci sono conflitti lunghi e sanguinosi e per la globalizzazione». Molti fuggono dagli stessi terroristi che colpiscono nelle nostre città e seminano il terrore. La maggior parte delle vittime del terrorismo è stata colpita nel sud del mondo». Questa la conclusione del suo ragionamento: «C’è un dovere di accogliere chi fugge da quella violenza cieca che viviamo anche noi sulla nostra pelle».