Bersani: «Pd desertificato, Renzi si è circondato di yesmen»

L’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani torna all’attacco del governo Renzi e lo fa con una durissima intervista al Corriere della Sera. «Io sono per la stabilità del governo, con forti correzioni nei meccanismi di decisione. L’emendamento su Tempa Rossa ha scoperchiato il vaso di Pandora. Si sta prendendo l’abitudine di assumere decisioni non lineari, senza rispettare i ruoli istituzionali». Bersani, sottolinea che il premier Matteo Renzi «corre il rischio di un isolamento arrogante. Il suo nuovo inizio ha desertificato il Pd e creato una serie di yesmen e yeswomen». «Io vedo un sistema di decisioni in circuiti troppo stretti e troppo spesso extracorporei», sottolinea. «È un problema serissimo, è ora di mettere un alt – prosegue il predecessore di Renzi alla guida del Pd – il Parlamento non può essere chiamato ogni giorno a un voto di fiducia, il Cdm deve fare il Cdm e i ministeri non possono essere aggirati, a cominciare dalle nomine». Bersani parla di un «clima di frustrazione che serpeggia nei ministeri, che percepiscono di essere bypassati ed espropriati a livello politico e burocratico».

Bersani sul referendum: “Commessi troppi errori, io andrò a votare”

«L’inchiesta di Potenza disvela un problema enorme a cui dobbiamo mettere urgentissimo rimedio», aggiunge. «Si può mai pensare di ribaltare tutto il sistema autorizzativo del ciclo degli idrocarburi con un emendamento a una legge di Stabilità, coperchiata dalla fiducia? Decisioni del genere devono essere prese in trasparenza e in discussioni visibili». Bersani affronta anche il nodo del referendum sulle trivellazioni del 17 aprile: «Dire che su un referendum indetto dal Pd non si va a votare è una pezza peggiore del buco, quindi io ci andrò. È stato commesso un errore, perché con qualche riunione poteva essere evitato e lo dice uno che si trovò a fare il ministro dell’Industria quando all’Ambiente c’era Pecoraro Scanio, non Galletti». «Fra gli amici dell’ambiente ci vuole qualcuno che voti no. Nei prossimi 30 anni abbiamo una sola possibilità, le nozze tra efficienza energetica, gas e rinnovabili».