Beppe Grillo promuove il suo show: “Se non vinco a Roma, mi do fuoco”

Beppe Grillo è l’uomo che ha trasformato il monologo nel duetto con il proprio ologramma. In Grillo vs Grillo il Beppe comico con la camicia fuori dai pantaloni dialoga con il Beppe politico in giacca e cravatta: paghi uno e prendi due. Dopo le anteprime di Milano e di Roma («Non sono andate bene? Vero. Ma erano delle prove. Colpa mia che debutto nelle grandi città invece che nascondermi nei paesini come fanno tutti»), lo spettacolo riparte venerdì da Torino, ricorda “la Stampa“.

Grillo politico promuove lo show del grillo comico

Aggiornato all’attualità? «Certo. Per esempio, cambierà l’inizio. Entrerò in scena con i faldoni delle querele. Sembra che da quando esiste il Movimento 5 Stelle io abbia perso il diritto alla satira. Però non ho l’immunità parlamentare». Fra le querele c’è anche quella di Renzi? «È campata in aria, senza base giuridica. Un modo per depistare e per farmi passare per il solito Grillo capace solo di offendere». Carte bollate a parte, perché il teatro? «Intanto perché è fantastico quando vengono a vedermi quelli che non mi amano e non mi votano. Per due ore devono stare a sentirmi e alla fine ridono anche loro. E poi perché mi piace un modo di fare teatro che non ho mai sperimentato: raccontare la mia vita».

Ma non ho mai pensato di essere un leader ne l’ho mai voluto

Tornerà a fare spettacolo? «Non ho mai smesso. Ma non ho mai neanche smesso di fare politica. Facevo politica quando nei miei monologhi parlavo dello scandalo Parmalat o dell’acqua minerale che costa più del petrolio. Se non è politica questa… Il mio modello è il tenente Colombo: due battute e poi butto lì una frase… E tutti sanno che io so… Non riesco a concepire che i romani non votino la Raggi, ma l’Italia è entrata nella fase della demenza senile, anzi, fossile, non si può dare nulla per scontato».