Ancona, migranti in corteo paralizzano la città: tensione e scontri

Ancona bloccata, traffico paralizzato, uffici in tilt per il corteo dei migranti che dovveva essere autorizzato solo fino alla tarda mattinata, ma che poi è tracimato, senza regole, con scontri e tensioni con le forze dellordine che tentavano di ripristinare lun ordine sostenibile. Le fila dei migranti in piazza sono via via aumentati. Cento, poi 250, 300 africani, del Pakistan e del Bangladesh, molti richiedenti asilo anche se non in fuga da Paesi in guerra, o in uscita dal programma di prima accoglienza per mancanza dei requisiti riconosciuti dalla Convenzione di Ginevra, sono andati a protestare prima davanti alla sede della Prefettura e poi bloccando il traffico in centro. Un crescendo di tensione (soltanto il presidio in piazza era autorizzato). Ancora non si placano le polemiche della giornata campale vissuta nelle ultime ore nella capoluogo marchigiano. Il nocciolo della questione è che il rilascio dei permessi dei soggiorni non gli basta più. Per poter lavorare avrebbero bisogno che venisse accolta la richiesta d’asilo. Ma il punto è proprio questo, mancano i requisiti per ottenerlo e le protestono non servono, se non a creare tensione nelle città.

Protesta dei migranti: vogliono rimanere, ma non hanno i requisiti

Del resto i manifestanti si erano autoorganizzati per raggiungere il capoluogo in pullman e in treno. Una piccola delegazione, composta da giovani del Burkina Faso, del Mali, del Bangladesh e del Pakistan, è stata anche ricevuta in Prefettura dal capo di Gabinetto e dalla presidente della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di protezione internazionale: ‘«Vogliamo risposte concrete – ha detto all’uscita Raphael, uno dei portavoce – altrimenti fra un mese saremo di nuovo qua, e sarà molto peggio» Una minaccia che certo ostacola ogni processo di integrazione. Ad oggi, gli stranieri presenti nelle strutture di accoglienza delle Marche sono 3.227, e 2.593 sono arrivati in Italia con gli sbarchi (558 sono inseriti nel sistema Sprar). Il numero più consistente si trova ad Ancona (940), a seguire la provincia di Macerata (848). Pur essendo terra di buona integrazione – 146 mila gli stranieri residenti, pari al 9,4% del totale -, le Marche sono tuttavia una regione in cui il tasso di respingimento delle richieste di asilo è altissimo perché non più sostenibile è l’impegno che può sostenere la regione. La gran parte delle domande viene rigettata per mancanza di presupposti validi per rimanere.