Virus Zika, un caso nelle Marche. Gli esperti: “Può esplodere in estate”

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Si estende il contagio da virus Zika. Un caso di paziente infettato dal virus è stato registrato anche nelle Marche. A febbraio un uomo di ritorno da un viaggio a Santo Domingo è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale Murri con i sintomi tipici della malattia, febbre, spossatezza e rush cutaneo. Sottoposto ad analisi specifiche, è risultato positivo al virus. La notizia, anticipata dal Corriere Adriatico, è stata confermata stamani dal direttore dell’Area Vasta 4 di Fermo Licio Livini: «Il paziente ora sta bene – afferma – ed è già rientrato a casa». Il caso «è stato segnalato al ministero della Salute, come da prassi, e la situazione è sotto controllo. Non abbiamo avuto altre segnalazioni – spiega Livini – e va ricordato che il virus, trasmesso da zanzare infette o attraverso rapporti sessuali non protetti, rappresenta un pericolo solo per le donne in gravidanza, perché può produrre gravi danni al feto».

Gl esperti avvertono: “Con l’estate sarà allarme Zika a Roma”

In Italia si è arrivati a una dozzina di casi, tutti relativi a pazienti che avevano soggiornato nel continente latinoamericano. Il virus che si sta diffondendo soprattutto in Sudamerica e che è trasmissibile nell’uomo dalla puntura delle zanzare del genere aedes, soprattutto negli ambienti equatoriali. Negli ultimi giorni il gruppo di Entomologia medica del Dipartimento di sanità pubblica e malattie infettive dell’Università Sapienza di Roma ha lanciato l’allarme sulla diffusione del virus anche in Italia, in particolare nella Capitale. Poiché la zanzara tigre (Aedes albopictus), molto diffusa a Roma e in altre aree del Lazio, è in grado di trasmettere il virus, esiste un rischio concreto che nel corso della prossima stagione estiva e autunnale si possa assistere a casi di trasmissione autoctona. Il dipartimento coordinato da Alessandra della Torre e di cui fanno parte Beniamino Caputo e Pietro Cobre ha chiesto alla Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, un incontro urgente con gli organi competenti della Regione Lazio al fine di proporre attività congiunte mirate alla valutazione e prevenzione del rischio di trasmissione di virus da parte della zanzara tigre. «L’attenzione va posta soprattutto in luoghi come aeroporti, porti e altre aree di aggregazione di viaggiatori – afferma Della Torre – a partire da questi luoghi che va effettuato il monitoraggio entomologico/virologico sviluppando al contempo strategie di controllo più efficaci in grado di ridurre le densità delle zanzare senza generare rischi per la salute della popolazione in termini di tossicità ed effetti collaterali».