Al vertice Ue-India si decide sui marò. Prova decisiva per il nostro governo

La questione dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone «naturalmente è sul tavolo» del vertice Ue-India che si terrà mercoledì a Bruxelles. Sarà citata nelle conclusioni, assieme ai casi di 6 guardie britanniche e 14 estoni condannate a pene detentive. La vicenda dei nostri marò è stata «la più complessa nella preparazione» del vertice, con la Ue che «condivide le preoccupazioni dell’Italia». Lo indicano non meglio identificati “alti funzionari” del Consiglio Ue specificando che il tema sarà l’argomento del bilaterale del premier Narendra Modi con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker. Secondo le fonti, il governo Modi è «consapevole che che questo argomento grava sugli sviluppi delle relazioni con la Ue ed è aperto a fare il massimo possibile» per trovare una soluzione, rispettando l’arbitrato che si terrà mercoledì e giovedì all’Aja sotto la Convenzione delle Nazioni Unite per il diritto del mare. Tra i temi di questo 13° summit, il primo dal 2012, il rilancio della cooperazione commerciale Ue-India e la revisione dell’accordo di libero commercio del 2007, ma anche lo sviluppo di una strategia nell’antiterrorismo, nell’antipirateria, nell’azione ambientale e nel controllo dell’immigrazione. BVedremo se la Ue appoggerà le richieste italiane, peraltro non determinate quanto dovrebbero essere, oppure se preferità gli affari commerciali con il colosso asiatico. Certo è che il nostro governo, in caso le cose vadano malem dovrà alzare la voce e prendere provvedimenti durissimi.

L’Italia ottimista sul rientro del marò Girone

«L’Italia è convinta che vi siano i presupposti, sia giuridici che umanitari, affinché il Tribunale arbitrale possa considerare positivamente la possibilità di far rientrare il Fuciliere di Marina, Salvatore Girone, cui va il nostro pensiero affettuoso, in attesa della decisione dello stesso Tribunale sulla giurisdizione del caso». Lo ha detto all’agenzia Ansa l’ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano davanti al Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja, alla vigilia dell’udienza sulla richiesta di far rientrare Girone in Italia. Intanto il Collegio di Difesa italiano è in riunione permanente all’Aja dal giorno di Pasqua per preparare al meglio gli interventi davanti ai giudici. La squadra è la stessa che lo scorso agosto difese le posizioni dell’Italia davanti al Tribunale sul diritto del mare di Amburgo (Itlos), composta da esperti e avvocati di fama internazionale, italiani e di altre nazionalità, tra cui Sir Daniel Bethlehem, ex capo del servizio giuridico del Foreign Office britannico, il suo predecessore Sir Michael Wood, e ancora, tra gli altri, Guglielmo Verdirame, Paolo Busco e Ida Caracciolo. Sono in tutto 5 i giudici che compongono il Tribunale arbitrale internazionale che dovrà dirimere la controversia tra Italia e India sulla giurisdizione per il caso dei marò. E che mercoledì ascolteranno le ragioni per le quali l’Italia ha avanzato una richiesta urgente di misure provvisorie a tutela di Salvatore Girone, il Fuciliere di Marina trattenuto in India dal 2012. L’arbitro italiano e quello indiano erano stati nominati dai rispettivi governi, mentre gli altri 3 componenti del Tribunale – istituito presso la Corte permanente di arbitrato dell’Aja – sono stati individuati, dopo consultazioni tra Roma e Nuova Delhi, dal presidente del Tribunale sul diritto del mare di Amburgo (Itlos) e nominati il 6 novembre 2015.