Il verde Matteo Salvini insegue i grillini: no a OGM e trivellazioni

Matteo Salvini prepara la svolta ecologista della Lega e sfida il Movimento 5 Stelle, anche se questo piano innervosisce Silvio Berlusconi. Sospetta, l’ex premier, che non sia una manovra per contendersi lo stesso elettorato, bensì un invito mascherato per trovare un’intesa in vista delle Amministrative. Quello che è certo è che la prima mossa salviniana è prevista ad aprile, scrive “Libero“.

Il 17 ci sarà il referendum sulle trivellazioni in mare: la Lega si schiererà per chiedere lo stop.

L’argomento imbarazza il centrosinistra (c’è chi non vorrebbe bloccare gli scavi perché portano lavoro) mentre il M5S ci inzuppa il pane. La scelta del Carroccio invaderà il campo grillino soprattutto in Emilia Romagna, dove alle Regionali 2014 i lumbard sono diventati il secondo partito, scavalcando i pentastellati che a Bologna e dintorni avevano messo radici robuste. Il governatore democratico Stefano Bonaccini ha ammesso che il referendum «mi mette in difficoltà perché rappresento una Regione che ha migliaia di lavoratori occupati» nel settore dell’estrazione di idrocarburi. Sulla stessa linea i chimici della Cgil, mentre il blog del comico genovese lancia un appello contro «la devastazione delle nostre coste e del nostro Mediterraneo».

La crociata di Salvini contro le trivellazioni

Sono nove le regioni che hanno promosso il referendum, di diverso colore politico: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. A dimostrazione che il Pd va in ordine sparso. Per avere successo, si dovranno recare alle urne il 50% più uno degli aventi diritto. La crociata contro le trivellazioni non sarà l’unica battaglia ecologista targata Salvini. Nei prossimi mesi tornerà a ribadire il no agli Ogm, che peraltro è sempre stato un cavallo di battaglia dei lumbard.