Utero in affitto, Gasparri al governo: «Vendola ha violato la legge?»

Le pratiche di cui si sono avvalsi Nichi Vendola e il suo compagno, per la legge italiana, sono lecite? O, forse, nel concepimento del piccolo Tobia Antonio con la maternità surrogata è stato superato il limite del consentito nel nostro Paese? E cosa ne pensano il governo e, in particolare, il ministro della Salute? A domandarlo è il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha presentato un’interrogazione in cui chiede di conoscere le valutazioni al riguardo del ministro Beatrice Lorenzin.

Dalla razza all’aborto: tutti i “servizi” dell’utero in affitto

A mettere in allerta il senatore azzurro è stato un articolo del Corriere della Sera sull’agenzia di San Diego cui si è rivolto Vendola per la surrogacy, la Extraordinary Conceptions. Nell’articolo sono riportate le informazioni contenute nello stesso sito dell’agenzia, dove si parla di scelta della donatrice di ovuli e della madre surrogata, ma anche della possibilità di «fare una ricerca mirata – ha sottolineato Gasparri – della persona che cerchiamo indicando razza, orientamento sessuale, studi, età». Inoltre sarebbe possibile anche richiedere «un aborto in caso di malformazione o eventuale riduzione fetale».

Da Vendola pratiche compatibili con la legge italiana?

«L’articolo – ha commentato il vicepresidente del Senato – prosegue con tutta una serie di notizie davvero sconcertanti. Trovano conferma le più forti preoccupazioni circa la degenerazione della pratica dell’utero in affitto, con possibilità di scelte razziali e altre eventualità che lasciano sbigottiti». «Nell’interrogazione – ha quindi spiegato Gasparri – chiedo al ministro Lorenzin di sapere se le modalità indicate dal sito Extraordinary Conceptions, di cui si sarebbe avvalso Vendola, siano compatibili con l’ordinamento italiano che stabilisce una serie di divieti che non renderebbero nel nostro paese immaginabile un’attività come questa».