Un giardino per Franca Rame. Parte la protesta: «Non fu un esempio»

Un giardino con il nome di Franca Rame? Una scelta di parte, una decisione dettata dalla faziosità politica perché di personaggi da ricordare a Milano ce ne sono tanti e solo in pochi hanno avuto l’onore di un’intitolazione. Parte la protesta dei cittadini proprio nel giorno cruciale, “armati” delle foto dei sempre amati Sandra Mondaini e Raimondo Vianello: «Volevamo che il giardino fosse intitolato a loro, hanno lasciato un segno incancellabile, sono nei nostri cuori». E parte anche la protesta delle forze politiche, con un durissimo botta e risposta fra il premio Nobel Dario Fo e alcuni militanti leghisti della zona 2 che si sono presentati con degli striscioni con scritto “Per Lega e Cittadini, Parco Vianello-Mondaini”.

«Franca Rame non è un esempio»

«Franca Rame non è un esempio di educazione per i ragazzi», ha detto Samuele Piscina, capogruppo legista della zona 2 di Milano, che ha aggiunto che i cittadini «volevano intitolare il parco a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello». Pronta la replica di Fo: «Cadete male, la Mondaini era sorella di Franca». Presenti all’intitolazione anche altri cittadini, che hanno mostrato degli striscioni con scritto “Manca tutto il resto”. «Esponiamo quello che è l’incompiuto da 5 anni – ha detto uno di loro, che ha detto di essere un abitante del quartiere – che è sotto gli occhi di tutti. Basta fare un giro intorno a questo mezzo parco che è stato realizzato, l’altro 50 per cento del parco manca, stanno intitolando un parco a metà, l’altra metà non è ancora stata realizzata».