Trump dice no alla truppe USA contro l’IS e attacca la Merkel sull’immigrazione

Se venisse eletto, Donald J. Trump, il favorito nella corsa alla nomination repubblicana per la presidenza degli Stati Uniti, potrebbe bloccare gli acquisti di petrolio dall’Arabia saudita e altri stati del Golfo a meno di un impegno di questi stati ad inviare truppe di terra contro l’Is. E sarebbe pronto a permettere a Giappone e Corea del Sud di costruire il proprio arsenale nucleare piuttosto che dipendere da quello americano per difendersi da Cina e Corea del Nord. Sono alcuni dei punti principali di una lunga intervista sui temi della politica estera concessa al New York Times.

“Essere i primi ad usare armi nucleari credo sarebbe una pessima cosa”

Parlando del nucleare ha detto che gli Usa dovrebbero essere più imprevedibili. Vorrebbe che fossero i primi a ricorrere alle armi nucleari incaso di conflitto? «La considero in assoluto l’ultima possibile soluzione. A mio avviso il potenziale nucleare è il problema maggiore nel nostro mondo. Essere i primi ad usare armi nucleari credo sarebbe una pessima cosa. E non vorrei essere io il primo a farlo». Ha parlato della sua intenzione di rivedere in senso permissivo le norme sull’uso della tortura, che però in gran parte sono soggette a leggi internazionali; come pensa di poterle modificare? «Prendiamo Bruxelles come esempio. Tre-quattro giorni prima delle bombe hanno preso un super ricercato, giusto? Se lo avessero immediatamente torchiato a dovere avrebbero potuto impedire l’attentato. Lui ne era al corrente, come tutti quelli del quartiere dove è cresciuto, dove era nascosto. Tutti sapevano che era lì, ma non lo hanno mai denunciato alla polizia. È questo che intendo: c’è qualcosa che non torna», si legge su “la Repubblica” .

Trump attacca la Merkel sull’immigrazione

Sarebbe disposto a investire in programmi contro la radicalizzazione o sosterrebbe gli europei, promuovendo iniziative per dare lavoro ai profughi e cosi via? «La principale cosa che farei è creare zone di sicurezza in Siria. Da noi in America ci sono più di 10 mila profughi in arrivo ma è il concetto di accesso a non funzionare. Anche la Germania, che sta andando in rovina a causa dell’ingenuità, per non dir peggio, della Merkel. Per questo credo che nella costruzione di zone cuscinetto: così quando questa tenibile guerra sarà finita la gente potrà tornare e ricostruire. E i paesi del Golfo finanzieranno la ricostruzione, perché hanno i soldi per farlo ed è giusto che lo facciano loro. Finora hanno tirato fuori poco e non hanno accettato quasi nessun profugo. Hanno risorse economiche enormi, illimitate e chiederei che siano loro a finanziare la ricostruzione. Noi possiamo avere un ruolo guida, ma non voglio spendere».