Troppi migranti? La Boldrini scarica le colpe (e non si guarda allo specchio)

In tema di immigrazione la presidente della Camera Laura Boldrini alterna, ciclicamente, predicozzi agli Stati membri dell’Unione europea e bacchettate ai governatori di centrodestra che di volta in volta provano a obiettare sull’accoglienza coatta in nome di problemi contingenti. Stavolta è il turno del pistolotto alla Ue, a cui la presidente della Camera indirizza la sua ciclica tirata di orecchie: in tema di immigrazione – rilancia la Boldrini – «gli Stati membri della Ue non si fanno carico di responsabilità che sono proprie, e questo determina quella crisi che non ci sarebbe se ogni Stato facesse la propria parte come deciso nelle massime sedi Ue».

La Boldrini punta sull’indice contro la Ue

Così, dimenticando – o tralasciando volutamente il fatto – che ormai anche la grande maggioranza degli italiani è arrivata a un punto tale di esasperazione rispetto ai suoi proverbiali inviti all’obbligo dell’accoglienza e che a questa ingente fetta di popolazione nazionale poco importa stabilire chi sia il più inadeguato o il più inadempiente. Tacendo su un riscontro importante come quello che vuole che solo a una minima parte dei richiedenti asilo lo Stato riconosce lo status di rifugiati. Continuando a rimarcare un istituzionale no alla politica dei rimpatri, Laura Boldrini torna a spostare l’asse del problema sull’inefficienza europea: la Ue «oggi – ribidisce la terza carica dello Stato – sta facendo quello che non dovrebbe fare: c’è una tendenza a chiudere un occhio nei confronti di alcuni Paesi». Ma a proposito di chiudere un occhio, che dire dei fiumi di inchiostro digitale versati a suon di sondaggi, che da anni a questa parte denunciano un livello di malcontento tra la popolazione civile al limite del sostenibile? E come trascurare, ancora, i costi esorbitanti della ingente macchina dell’accoglienza? E perché non rimarcare il fatto che il Paese, come noto, da quando quest’invasione sistematica e senza sosta ha cominciato ad assumere i connotati odierni, è costretto a fare fronte a un’emergenza sicurezza senza precedenti?

Immigrazione sviluppo sostenibile

Insomma, sull’entità del dramma migratorio e sui suoi risvolti interni, la Boldrini continua a fare quello che da tempo sta facendo: temporeggiare e sermoneggiare. Per esempio, parlando di immigrazione partendo dagli obiettivi di sviluppo sostenibile, dicendosi «convinta» che essi «richiedano un’azione unitaria dell’Unione europea. Non può che essere l’Unione a definire un nuovo modello di sviluppo, incluso un nuovo modello di sviluppo industriale, stabilendo un approccio integrato che riguardi tutte le politiche settoriali. Non può che essere l’Unione a farlo non solo per evidenti ragioni di efficacia, ma anche perché ne va della nostra credibilità collettiva». «Nelle politiche di sviluppo, come in quelle, drammaticamente attuali, che riguardano i flussi migratori, l’Ue – dice all’incontro L’Italia e gli obiettivi ONU al 2030: nasce l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile – non può esigere il rispetto di una serie di standard e di obiettivi da parte di Paesi non europei, se non è pronta in primo luogo a perseguirli». E mentre continuiamo a denunciare il problema e a puntare l’indice contro la Ue, le sue implicazioni in casa nostra aumentano e si aggravano, di giorno in giorno…