Toti fa il pompiere: “Assurdo rompere. Serve fronte compatto anti Renzi”

Non usa toni ultimativi perché sa che il momento è grave e non serve la gara a chi picchia più forte. Anzi, Giovanni Toti — governatore della Liguria eletto sul modello di un centrodestra ampio come quello che ha portato ai governi di Lombardia e Veneto — si augura che la rottura a Roma possa essere «un danno collaterale, rimediabile, non una strategia pianificata», si legge su “Il Corriere della Sera“.

Secondo Toti, la rottura a Roma è “rimediabile”

Perché «se non si ricuce presto lo strappo, si condanna il centrodestra all’irrilevanza in una tornata come questa amministrativa dove dovremmo sfruttare le divisioni della sinistra e la debolezza del governo». Crede possibile un’intesa a Roma? «Mai dire mai. Però non si può chiedere a Bertolaso di farsi indietro o a Berlusconi di non appoggiarlo dopo settimane di tessiture e mediazioni. Non ne vedo la ragione». La ragione è che la Meloni è comunque scesa in campo «Ed è un dispiacere ancor prima che un errore. Si era intrapreso un percorso politico serio per costruire un fronte alternativo a Renzi, e oggi c’è una battuta d’arresto. Nell’analisi delle responsabilità, ricordando il percorso che ha portato alla candidatura di Bertolaso, non si può negare che le ragioni siano dalla parte di Berlusconi».

“Bisogna costruire fronte anti-Renzi”, spiega Toti

In politica però le condizioni cambiano. «Infatti è legittimo cambiare idea, ma in questo caso le conseguenze sono molto dolorose per la coalizione, tanto più che trovo poco ambizioso decidere di correre con il solo obiettivo di arrivare terzi e frenare la corsa di Bertolaso. Comunque se a Roma non c’erano le condizioni per un percorso unitario, mi auguro che la situazione non degeneri fino al punto di non ritorno. Io mi spenderò a partire dalla mia regione perché non accada». Salvini ha bocciato anche Osvaldo Napoli a Torino: è un attacco mirato alla leadership di Berlusconi? «Voglio credere che nessuno sferri attacchi suicidi, perché questo — sia chiaro — è un suicidio per tutti. È dannoso per Giorgia, per Bertolaso, per l’intero centrodestra, il cui elettore romano oggi ha diritto di essere arrabbiato». Ma Salvini lo dice che vuole costruire un’altra destra. «È evidente che il centrodestra debba evolversi, come peraltro succede dal ’94. Ma buttare via il bambino con l’acqua sporca non è un buon viatico. Noi dobbiamo parlare a elettori scontenti anche di altri partiti e allargarci, ma se perdiamo quelli moderati diventiamo una forza di mera testimonianza. Il Front National, l’Alternative für Deutschland, l’Ukip inglese hanno grande attenzione ma non governano nulla: noi vogliamo tornare a governare o sfidarci tra partiti a chi prende un voto più dell’altro?».