Toti a Berlusconi: “Forza Italia non più egemone, primarie inevitabili”

«Il Pdl, nel suo momento di massimo splendore, ha raggiunto quasi il 40 per cento dei voti. Oggi da un lato la disgregazione di quel partito in più forze politiche distinte, e dall’altro la disaffezione degli elettori per le urne, hanno creato una galassia fatta di movimenti con pesi specifici quasi uguali». Per questo, secondo il presidente della Liguria e consigliere di Forza Italia, Giovanni Toti, intervistato dal Messaggero, è arrivato il momento di «un complesso di regole condivise da parte di tutti i partiti». Non le primarie come sono fatte ora, «devono necessariamente essere regolamentate con una legge. In modo da essere ben organizzate, cristalline e indiscutibili. Solo in questo caso, possono davvero semplificare la politica e risolvere le divergenze interne alle coalizioni». Ritiene «che il ruolo guida di Berlusconi e di Forza Italia si rafforzerebbe. Perché gli elettori della nostra parte politica darebbero la maggioranza ai moderati della coalizione e non agli estremi». Toti risponde anche su un possibile riavvicinamento con Alfano. «Il dialogo serve a rendere conciliabili due posizioni diverse”, in questo caso “non è impossibile – dice -. Visto che con Area Popolare governiamo in Liguria e in Lombardia. E a Milano, Parisi è il candidato di tutti i partiti del centrodestra uniti. Dialogo e collaborazione esistono già. Si tratta di trasformarli da momenti episodici a strategia di sistema».

Dal Pd sponda a Toti: ora una legge per regolamentare le primarie

A dar manforte alla tesi di Toti dalla sponda politica opposta, il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: «In questi anni – dice Guerini al Messaggero – abbiamo sempre trovato indisponibilità da parte delle altre forze politiche», ora le primarie stanno diventando «lo strumento attraverso cui la politica allarga ai cittadini ambiti di partecipazione anche con cessioni importanti di sovranità, aiutando a riannodare i fili tra la politica e i cittadini”, dunque “penso sia effettivamente giunto il momento di confrontarci in Parlamento per regolamentarle. E’ un investimento che deve fare tutta la politica per cambiare».