Terroristi a spasso per l’Italia: la Castaldini si offende per le critiche

Un Paese colabrodo, una terra di nessuno. La notizia del transito in Italia del terrorista della metro di Bruxelles Khalid El Bakraoui, nell’estate del 2015, accende la polemica politica sull’intelligence italiana e sui Servizi italiani. «Renzi non ha alcuna consapevolezza dei ruoli e delle responsabilità dell’Italia al punto da mettere il suo compagno di giochi e forse di affari ad occuparsi del cyber crime», attacca Maurizio Gasparri. E Valentina Castaldini, a nome dell’Ncd, si sente “offesa” e cerca di difendere l’indifendibile.

 La Castaldini difende il “suo” governo e il “suo” Renzi

Si getta a capofitto nelle polemiche e pur di dire quant’è bravo il governo Renzi le spara grosse, persino sulla vicenda dei terroristi che gironzolavano in Italia senza controlli, come se fossero docili come agnellini. Valentina Castaldini si è sentita ferita nel cuore dalle critiche di Gasparri: «Le sue parole sono offensive e irrispettose nei riguardi del nostro sistema di intelligence che ha dimostrato di essere efficiente ed efficace. Ci aspettiamo che chieda scusa a chi ogni giorno lavora per la nostra sicurezza».

Immediata la replica di Gasparri: «Pronta ed efficiente scatta l’azione di protezione dei nostri inefficienti Servizi segreti che lasciano transitare pericolosi terroristi indisturbati in Italia. Presenterò un’interrogazione parlamentare per sapere a che titolo la Castaldini, portavoce di un partito, interviene a nome dei Servizi segreti. Ha un contratto con loro? È portavoce dei Servizi di sicurezza? Viene pagata per questo?», chiede Gasparri. «Così come nell’interrogazione citerò Custodero de La Repubblica, il quale mi ha chiamato facendo delle affermazioni false che vorrei sapere se gli siano state fornite per un depistaggio teso ad intimidirmi. È cascato male perché chiederò anche se tra Custodero, Repubblica e i Servizi segreti intercorrano dei rapporti. È possibile che io non ottenga alcuna risposta all’interrogazione, ma andrò avanti per sapere chi sono i portavoce ufficiosi delle nostre strutture di sicurezza, se siano e quanto pagate dalle strutture pubbliche che tutelano», conclude.