Tentò di uccidere il pedofilo che lo aveva violentato. Condannato

«L’uomo che ho aggredito è il mio ex pedofilo, che mi perseguitava da tempo». Con queste parole un giovane di 24 anni – accusato di tentato omicidio – ha spiegato in tribunale a Torino il suo gesto. Il gup Potito Giorgio lo ha condannato a 3 anni e 8 mesi riconoscendo l’attenuante della provocazione. Il giovane si è anche scusato per il suo comportamento «brutale».

Le botte al pedofilo e la rabbia del giovane

Ricostruiti i fatti, che rendono evidente la rabbia del giovane. L’aggressione è avvenuta al grido: «Ti ammazzo, pedofilo». A quel punto, secondo l’accusa, il ventiquattrenne ha preso a calci l’uomo di 64 anni con il quale aveva avuto, da minorenne, rapporti sessuali. Calci al corpo e al volto. Le attenuanti erano state richieste dall’avvocato difensore Fabrizio Bernardi. Il giovane ha detto di essere stato perseguitato dall’anziano che ha aggredito.

L’anziano, parte civile con l’avvocato Sheila Foti, ha ottenuto un indennizzo di 16mila euro. Il fatto è dello scorso maggio. L’imputato, alla guida della propria auto, aveva travolto l’anziano – che era in bicicletta – e poi, una volta sceso, lo aveva pestato, procurandogli varie fratture alla schiena e al volto. Un ufficiale dei carabinieri, in quel momento non in servizio, vide la scena e intervenne.  L’aggressione, ha sostenuto la difesa, era stata provocata da una vera e propria azione di stalking da parte dell’anziano, con una lunga escalation di minacce e di atti vandalici. L’uomo, dopo essere uscito dal carcere (vi era stato rinchiuso per altra causa) intendeva riprendere i contatti con il giovane, interrotti nel 2011. Solo durante le indagini preliminari, dopo l’arresto, l’imputato ha raccontato la storia, senza comunque convincere completamente il pm che aveva chiesto otto anni.