Il sciur Brambilla all’assalto di Napoli: “Salvini merda, De Luca pure”

Il mansueto sciur Matteo Brambilla veste per la prima volta i panni del candidato sindaco M5s di Napoli e si trasforma: parla in dialetto, attacca a testa bassa competitor e rivali politici, spara a zero contro l’amministrazione uscente: “Scetateve guagliù, io ci metto la faccia”. E basta con sta storia delle origini brianzole: “Non ho scelto il posto dove nascere, ho scelto il posto dove vivere. Io ho scelto Napoli e resterò qui fino alla fine dei miei giorni”, si legge su “Il Fatto Quotidiano“.

Brambilla, brianzolo, è il candidato M5S a Napoli

Scoppiettante conferenza stampa di presentazione dell’ingegnere energetico. Luigi de Magistris? “L’ho votato da eurodeputato ma ha tradito il mandato, e la sua rivoluzione Arancione è fallita: troppa frammentazione nel suo progetto”. Vincenzo De Luca? “E una lota (meschino, nar), vuole mettere le ecoballe nelle cave”. Antonio Bassolino? “Quei milioni di ecoballe portano il suo nome, ha barattato la salute dei cittadini con la sua carriera politica”. Matteo Salvini? “E una merda, ci insulta e poi vuole venire a Napoli a chiedere i voti”. Francesca Menna è al suo fianco. La docente universitaria vicina a Roberto Fico stoppa così sul nascere le voci che la davano in fuga dal Movimento per la delusione dopo l’inaspettata sconfitta alle comunarie on line.

M5S a Napoli è spaccato al suo interno

Brambilla è uscito vincitore da un percorso travagliato: si sono persi per strada 36 grillini di ‘Napoli Libera’, espulsi per aver fondato la omonima chat segreta che avrebbe violato le regole di trasparenza del dibattito. Anche loro ieri si sono presentati alla città: guidati dall’avvocato Luca Capriello, progettano ricorsi giudiziari, pensano di formare una lista e trattano un’alleanza con l’armata de Magistris (il sindaco ha 13 liste già pronte o quasi). La candidata sindaca Pd Valeria Valente liquida così Brambilla: “Loro fanno polemiche sulle nostre primarie, ma lui è stato eletto con 270 clic”