Sbarcato in Italia il super-killer Pasquale Scotti: era latitante da 30 anni

Pasquale Scotti, il superkiller considerato uno dei più pericolosi esponenti della Nuova Camorra Organizzata cutoliana, è stato estradato e arrestato in Italia. L’ex braccio destro di Raffaele Cutolo, arrestato a Recife nel maggio scorso dopo 31 anni di latitanza, condannato per omicidio volontario e concorso in omicidio volontario, è giunto stamane all’alba all’aeroporto di Fumicino con un volo Alitalia proveniente da Rio de Janeiro. Appena sbarcato dall’aereo il boss della Nuova Camorra Organizzata, Pasquale Scotti, accompagnato in volo da uomini dell’Interpol e dello SCO (Servizio centrale operativo), è stato preso in consegna dai funzionari della polizia giudiziaria e subito trasferito negli uffici per la notifica degli atti a suo carico e le pratiche di foto segnalamento. Una volta espletate le formalità burocratiche Scotti sarà trasferito nel carcere di Rebibbia, a Roma. Dopo il via libera da parte del Governo brasiliano, che aveva accolto positivamente la richiesta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per rendere operativa l’estradizione di Pasquale Scotti, si conclude così il lungo iter che oggi ha portato al suo arresto definitivo in Italia. Scotti deve scontare la pena di 30 anni di reclusione, comprensiva del periodo di detenzione in Brasile, come richiesto dall’autorità giudiziaria brasiliana e ai sensi del Trattato bilaterale in materia di estradizione sottoscritto nel 1989.

Chi è Pasquale Scotti

Classe q958, Pasquale Scotti , soprannominato «’o collier», per quella collana da cinquanta milioni di lire regalata alla moglie di don Raffaele Cutolo, era un fedelissimo del boss di Ottaviano. Killer spietato, autore di estorsioni e omicidi, protagonista del sequestro di Ciri Cirillo in veste di mediatore con le Br, Scotti spadroneggiò da latitante fino al 17 dicembre 1983, quando l’allora capo della squadra mobile Franco Malvano lo arrestò per l’omicidio di Giovanna Matarazzo, una ballerina soprannominata Dolly Peach . È in quel blitz che Scotti restò ferito. E, per questo, fu ricoverato nell’ospedale di Caserta dal quale evase. Per trent’anni s’è nascosto all’estero, forse sempre in Spagna, fino alla cattura del maggio scorso.