Salah, la belva ora ha paura: “parla” e rifiuta l’estradizione. Ma Parigi…

Salah Abdeslam, la belva che ha pensato e compiuto la mattanza di Parigi ora ha paura. Ha perso la sua baldanza da jihadista sanguinario. Quello che filtra dal primo interrogatorio cui è stato sottoposto dal giudice di Bruxelles ci dà  l’idea di un uomo impaurito, che teme l’estradizione perché ha il terrore di finire in mano ai francesi. Così il suo avvocato, Sven Mary, ha annunciato che Salah “collabora”. « Salah ha spiegato al giudice  – rivela il legale  – perché non si è fatto saltare per aria a Parigi». «Non dirò altro per il momento – ha aggiunto Sven Mary – perché è troppo presto. In ogni caso, non è rimasto in silenzio di fronte al giudice». Queste, precisamente,  le parole di Salah, secondo quanto riferito dal procuratore  di Parigi, Francois Molins: «Volevo farmi esplodere allo Stade de France ma ci ho ripensato».

In ogni caso Salah ha cominciato a “cantare” e certo la cosa non farà piacere ai suoi complici sparsi tra Francia e Belgio. Ma non era uno, Salah, che cercava il “martirio”? Chissà come avrà giustificato il fatto che ha mandato a morire i suoi jihadisti, mentre lui è scappato, rifugiandosi nel quartiere “islamico” di Bruxelles. Molenbeek. «Per ora abbiamo rifiutato l’estradizione in Francia», ha aggiunto l’avvocato di Salah. Questo il cavillo: «C’e prima un dossier in Belgio da gestire e analizzare». Sven Mary fa pure la voce grossa : «Basta inginocchiarsi e continuare con questo senso di colpa che il Belgio sembra avere nei confronti della Francia dopo gli attentati.Si ha l’impressione che sia sufficiente che la Francia faccia schioccare le dita».

Ma Parigi non sta a guardare: la Francia ha emesso  un nuovo mandato d’arresto europeo per ottenere la consegna di Salah. «Il rifiuto della persona coinvolta di essere consegnato alle autorità straniere non è un ostacolo all’esecuzione della consegna», ha sottolineato il ministero francese della Giustizia.