Romania, boom di firme contro i matrimoni gay. Due milioni in tre mesi

La Romania scende in campo per dire no ai matrimoni gay.  Tutti d’accordo nel promuovere un emendamento alla Costituzione che punta a tutelare la famiglia tradizionale composta da padre, madre e figli. La “Coalizione per la famiglia“, composta da ventitré associazioni e onlus, ha raccolto infatti in meno di tre mesi più di due milioni di firme in sostegno alla richiesta di modificare la Costituzione, allo scopo di sancire il matrimonio come unione tra uomo e donna. Lo riferisce il portale “Romania Insider” citando i dati pubblicati dalla coalizione. Si tratta di un numero di firme ben oltre la soglia necessaria di 500mila, prevista dalla legge.

Romania, due milioni di firme per dire sì alla famiglia tradizionale

Gli organizzatori dell’iniziativa avevano annunciato che avrebbero raccolto più firme del necessario per mandare un segnale forte ai rappresentanti politici. Ma i numeri vanno oltre le previsioni più ottimistiche.  I cittadini hanno firmato in massa per dire che credono nella famiglia tradizionale quella formata da un uomo e una donna. Il termine per la raccolta delle sottoscrizioni è fissato per il 24 maggio: da qui ad allora il numero delle firme è destinato ad aumentare.

L’emendamento proposto alla Costituzione

La Coalizione per la Famiglia è una sigla interconfessionale alla quale hanno aderito cattolici, ortodossi, protestanti e anche atei. E tutti sono d’accordo nel voler evitare che l’articolo 48 della Costituzione romena venga piegato ad interpretazioni distorte. Nella formulazione attuale quell’articolo recita: «La famiglia è fondata sul matrimonio liberamente contratto tra sposi, sulla loro eguaglianza e sul diritto-dovere dei genitori di garantire il mantenimento, l’educazione e l’istruzione dei figli». A poter generare cattive interpretazioni è il  termine, “sposi”. Ecco perché si punta a riformulare il testo nella nuova maniera: «La famiglia è fondata sul matrimonio liberamente contratto tra un uomo e una donna, sulla loro eguaglianza e sul diritto-dovere dei genitori di garantire il mantenimento, l’educazione e l’istruzione dei figli».