Solo a Roma le occupazioni costano oltre 20 milioni l’anno. Chi paga?

Venti milioni di euro gettati al vento. E’ questa la stima, molto al ribasso, riguardo il costo per i cittadini romani rispetto alle utenze (luce, acqua e rifiuti) per il mantenimento dei palazzi occupati dai cosiddetti movimenti per la casa nella Capitale. Una stima certamente al ribasso, perché non tiene conto delle ricadute occupazioni e dei risparmi che la valorizzazione di quegli edifici potrebbe garantire alla collettività, ne dei danni che quasi sempre vengono apportati agli spazi occupati abusivamente, scrive “Il Tempo”.

Venti milioni di euro all’anno per mantenere gli abusivi nei palazzi okkupati

Secondo l’ultimo censimento effettuato dalle forze dell’ordine, ad oggi nella Capitale persistono circa 100 occupazioni (sarebbero 106, precisamente), anche se fra sgomberi e nuovi assalti è più opportuno considerare il dato medio di 100 edifici. Fra le varie utenze il conto più basso è quello risultante dalle bollette dell’acqua. Incrociando le tariffe Acea con i dati sulle occupazioni, ci si accorge che il dato medio per ogni edificio occupato è di circa 16.000 euro. Moltiplicando la cifra per i 100 edifici si arri va ad una spesa di 1,6milioni di euro, di cui il 40% circa è a diretto carico del Comune di Roma, mentre per il restante 60% va diviso fra i privati proprietari degli edifici, di cui solo una minima parte paga effettivamente la bolletta ad Acea (con ulteriore aggravio di costo per la Spa a maggioranza capitolina).

Soldi al vento per acqua, luce e rifiuti in 106 palazzi assaltati e mai liberati

Il dato da considerare, sempre considerando le tariffe medie di Acea e Enel, è di 8mila euro al mese per ogni edificio occupato, dunque 96mila euro l’anno. Moltiplicando questo dato per le nostre 100 occupazioni, si raggiunge la cifra monstre di 9,6 milioni di euro. Un’enormi tà, che si ottiene considerando anche che questi palazzi a volte vengono sfruttati in parte anche come bar, pub, discoteche e ristoranti clandestini, con ulteriore aggravio di costi. Impossibile, invece, fare un conto sul gas: molto spesso, chi vi abita utilizza piastre elettriche per cucinare o bombole esterne (con evidente rischio).